foto credit : Valentina Giannettoni
Determinazione, piedi per terra e un legame viscerale con la piazza. Mohamed Laaribi, capitano della Reggina, si è raccontato a cuore aperto ai microfoni di Reggio Tv durante la puntata del lunedì di Fuorigioco. Un intervento a tutto tondo per fare il punto sulla marcia amaranto, tra entusiasmo da gestire, la coesione all’interno dello spogliatoio e una promessa solenne a tutta la tifoseria.
La vetta e il legame con la città
Vedere la Reggina davanti a tutti fa battere il cuore ai tifosi, ma il capitano sa bene che la strada per la vittoria finale è ancora lunga:
«Fa effetto vedere la Reggina lì in testa, ci fa piacere essere lì, ma quello che conterà di più sarà vederla lì a fine stagione. Lavoriamo quotidianamente per quello. Non volevamo prendere gol, il mister ci fa lavorare su questo ogni giorno. È l’atteggiamento che ci portiamo avanti dal martedì alla domenica».
I risultati positivi alimentano il morale, ma la bussola resta l’approccio tattico e mentale voluto dallo staff:
«Le vittorie ci fanno capire che è la strada giusta che dobbiamo percorrere fino in fondo. Il messaggio del mister è che dipende tutto da noi. È consapevole della squadra che siamo e l’impronta che ci dà è quella di pensare a noi».
Un capitolo a parte merita la risposta del pubblico e l’accoglienza che Reggio Calabria riserva ogni giorno ai suoi beniamini:
«Non trovo le parole giuste per descrivere l’affetto della gente. Cerchiamo di ricambiarlo per quanto possiamo, è un onore per noi. Anche quando ci incontriamo per strada, viviamo la città in maniera viscerale. Tutti si innamorano di questa città proprio per l’affetto delle persone. Mi auguro che riusciremo a regalare la gioia più grande che da tre anni tutti aspettiamo».
La prova di maturità a Lamezia
Tornando al successo ottenuto sul campo della Vigor Lamezia, segnato da una lunga attesa prima del fischio d’inizio a causa delle condizioni del terreno di gioco, Laaribi sottolinea il carattere emerso dal gruppo:
«Inizialmente la volontà era quella di aspettare per vedere le condizioni del campo. Alla fine abbiamo giocato e abbiamo scoperto un altro lato che magari gli altri non pensavano avessimo. Invece abbiamo vinto ugualmente. Non abbiamo mai avuto dubbi, volevamo giocare e vincere. L’attesa di 45 minuti la colmi con la voglia di ottenere il risultato».
Un successo pesante, che però non deve trasformarsi in facile trionfalismo:
«Noi vogliamo che la piazza abbia entusiasmo, ma dobbiamo pensare a quello che dobbiamo fare partita dopo partita. Nel calcio è un attimo che sei su e poi giù. Apprezziamo l’entusiasmo, ma dobbiamo stare con i piedi per terra giorno dopo giorno».
Competizione sana e unità di spogliatoio
Il segreto di questo avvio di stagione risiede anche nell’armonia del gruppo e nelle scelte di mercato della società:
«Lo spogliatoio è unito, come lo è sempre stato. A noi interessa quello che difendiamo, non tutto il resto. Non c’è mai stato il pensiero che uno potesse essere l’alternativa dell’altro: siamo tutti importanti. Io e Acquadro abbiamo un rapporto ottimo. Conviviamo nello stesso ruolo e non c’è pensiero negativo l’uno dell’altro. Lo stimo molto dal punto di vista tecnico. Penso che abbiano voluto costruire coppie in ogni ruolo. Sono stati bravi anche in questo. In ogni ruolo c’è competizione, ma è una competizione sana».
Il retroscena sull’estate e l’elogio alle figure chiave
Riavvolgendo il nastro fino alla scorsa estate, il centrocampista ammette come la sua permanenza non fosse così scontata prima del cambio in panchina:
«Non mi aspettavo la riconferma della società. Quando è arrivato il mister si è accesa una speranza. C’è sempre una società, un mister, un direttore che decide. Quando è arrivata la chiamata che speravo sono rimasto davvero contento. Non è semplice rispondere. Essendo all’interno non ti saprei dire con esattezza. Chi c’è stato prima e chi c’è ora ha sempre voluto il bene della Reggina sotto tutti i punti di vista. Non è facile trovare la chiave di lettura».
Un plauso va anche all’apporto dei giovani e dei rincalzi, capaci di farsi trovare pronti nel momento del bisogno:
«Tutti sono sempre stati dalla stessa parte. Fazio e Toscano sembrano due veterani. Anche chi fino ad ora ha trovato poco spazio ha capacità importanti. Ci sono tanti fattori che compongono un cammino. Vedete l’infortunio di Palmieri e Toscano è stato subito pronto».
Chiusura finale dedicata a una figura storica della società, il dottor Favasuli, punto di riferimento imprescindibile per tutto l’ambiente:
«È un’istituzione. Per me rappresenta la Reggina. Ovunque andiamo è conosciuto, è una figura troppo importante per noi. Nonostante le società che passano, lui rimane e questo dimostra tanto».
Parole chiare e prive di retorica quelle del capitano Mohamed Laaribi, che raccontano una squadra matura, focalizzata sul lavoro quotidiano e guidata da un capitano pienamente consapevole della responsabilità e della storia della maglia amaranto.