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Un solo punto raccolto nelle ultime tre uscite, il contraccolpo psicologico dopo una mini-crisi di risultati e un ambiente che inizia ad interrogarsi. In casa Reggina è il momento della maturità e a suonare la carica ci pensa il capitano Edoardo Lancini.
Ospite della trasmissione “Fuorigioco” in onda su ReggioTV, il centrale amaranto ha fatto il punto sul delicato momento attraversato dalla squadra, predicando calma e lucidità . Nessun dramma, nessun allarmismo: le flessioni fanno parte del percorso agonistico di una stagione e la ricetta per ripartire passa dalla consapevolezza dei propri mezzi e dalla capacità di saper soffrire.
Lancini attinge alla sua esperienza e alle tante battaglie vinte in carriera per rassicurare piazza e tifoseria:
“Penso sia solo un incidente di percorso perché il gruppo è veramente forte. Ho fatto parte in carriera di tanti gruppi vincenti e in questa rosa rivedo le stesse identiche caratteristiche.”
Anzi, il capitano va oltre, ribaltando la prospettiva e vedendo nel momento no una preziosa occasione di maturazione collettiva:
“Da un certo punto di vista sono felice che questo problema sia arrivato in questo momento, perché è un’opportunità di crescita per la squadra. Dobbiamo imparare a gestire meglio la sofferenza nei momenti in cui le cose non girano nel verso giusto: quando ci riusciremo, diventeremo ancora più forti.”
Per scacciare i fantasmi della crisi, Lancini invita tutti a guardare i fatti e la classifica, che vede la squadra ancora in vetta al campionato:
“Dobbiamo ricordarci che siamo primi in classifica, abbiamo la miglior difesa e forse anche il miglior attacco. Bisogna anche saper soffrire: quest’anno l’antagonista possiamo solo essere noi stessi.”
Sullo sfondo c’è già la complessa trasferta di Caltanissetta contro la Nissa, un banco di prova fondamentale per riprendere la corsa e dimostrare sul campo che la frenata è ormai alle spalle. In vista della sfida, il numero uno dello spogliatoio chiama a raccolta il popolo amaranto:
“L’apporto dei tifosi, sia di chi ci seguirà in trasferta sia di chi rimarrà a casa, sarà un fattore determinante per uscire da questa situazione. Il loro affetto ci trasmetterà la forza di scendere in campo con ancora più rabbia e determinazione.”
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