Foto di Valentina Giannettoni
La Serie D entra sempre più nel vivo e la 7ª giornata mette di fronte al «Granillo» due tra le realtà più organizzate del girone la Reggina e la Vibonese. Un derby calabrese dal sapore speciale, dove i tre punti in palio pesano ben oltre la semplice classifica.
L’assetto di Marra: opzione 3-4-1-2, la qualità di Cosendey e il peso di Castro
Sotto il profilo strettamente tattico, la Vibonese guidata da Mister Marra arriverà al “Granillo” con una struttura collaudata a tre dietro, sviluppando una manovra fluida interpretabile come un 3-4-1-2 ad alta densità offensiva elastico a 3-5-2 o 3-4-2-1. Il fulcro del gioco rossoblù trovalinfa nella corsie esterne con il dinamismo di Semenzin e la spinta di Bitata, ma è nella zona di rifinitura che la squadra sa fare male: spicca la qualità cristallina di Bruno Cosendey, elemento in grado di galleggiare tra le linee e strappare la partita con giocate di classe pura, supportato dall’architettura di centrocampo con il capitano Cerruti, Ledesma e la sostanza di Serge Cess. Davanti, la fisicità e il fiuto della porta di un centravanti esperto come l’argentino Matías Castro capace di incidere sia dall’inizio che a gara in corso completano un reparto d’attacco vario ed estremamente pericoloso.
Il punto critico per la formazione rossoblù resta tuttavia la continuità all’interno dei novanta minuti. Se quando alza i ritmi in fase di possesso la squadra sa esprimere un potenziale notevole, nei momenti di pressione subita concede qualche varco di troppo contro avversari in grado di ribaltare velocemente il fronte. Per uscire con un risultato positivo dal Granillo, la retroguardia di Marra dovrà alzare la soglia di concentrazione nel presidio degli spazi, evitando disattenzioni e chiudendo le diagonali soprattutto lungo il binario di sinistra, dove la Reggina cercherà di creare superiorità numerica.
l’impronta di Marchionni e i nodi chiave del match per la Reggina
la Reggina guidata da Marco Marchionni affronta questo test con la piena consapevolezza di dover abbinare qualità di palleggio e pragmatismo. La struttura tattica amarantina si fonda su concetti chiari che risulteranno decisivi nel duello contro la Vibonese. In primo luogo, la pulizia nell’uscita dal basso e la gestione dei ritmi sebbene la squadra abbia mostrato a tratti grandi rotazioni in mezzo al campo, ha evidenziato qualche sofferenza quando aggredita a uomo. Contro l’intensità della Vibonese, la chiave risiederà proprio nella qualità del primo scarico, che dovrà essere verticale, pulito e immediato verso i rifinitori per superare la prima linea di pressing senza concedere ripartenze veloci.
A questo si aggiunge la corretta occupazione degli spazi abbinata a tenaci coperture preventive se da un lato servirà l’imprevedibilità degli uomini tra le linee nell’uno contro uno per spaccare il blocco avversario, dall’altro il piano di Marchionni non potrà prescindere dall’equilibrio. I quinti di centrocampo e i braccetti della difesa a tre dovranno garantire diagonali e marcature preventive ferree per impedire ai rossoblù di ribaltare l’azione negli spazi ampi. Infine, la tenuta mentale sui palloni vaganti: nei momenti in cui l’inerzia della gara si sposterà, la squadra dovrà saper soffrire con maturità, mostrando fame e cattiveria agonistica nei duelli aerei e sulla riconquista delle seconde palle al limite della propria area.
Confronto Tattico: come la Reggina può vincere il derby
Mettendo a confronto le due filosofie di gioco avremmo da una parte il dinamismo verticale e l’impatto offensivo della Vibonese di Marra, dall’altra la ricerca di geometrie, ampiezza ed equilibrio della Reggina di Marchionni. Un duello che si gioca anche sul piano psicologico e dei recenti ruolini di marcia la Reggina arriva a questa sfida con la necessità di riscattarsi e ritrovare certezze dopo le due sconfitte incassate in questo avvio di stagione, mentre la Vibonese viaggia sulle ali dell’entusiasmo, forte di risultati estremamente favorevoli e convincenti ottenuti lontano dalle mura amiche tra cui la pesante affermazione sul campo della Nissa.
La differenza fondamentale risiede nella gestione dei ritmi e della fase difensiva i rossoblù hanno dimostrato di poter fare male a chiunque in velocità, ma tendono a concedere varchi se attaccati con rapidità alle spalle dei braccetti. Come può vincerla la Reggina? In primo luogo, accettando il duello fisico in mezzo al campo senza farsi schiacciare dai ritmi avversari; in secondo luogo, puntando sulle transizioni veloci negli spazi esterni per sfruttare le possibili vulnerabilità della catena mancina della Vibonese sfruttando la personalità e la tecnica di Toscano; infine, mostrando grande pazienza nella manovra, attirando il pressing alto di Marra per poi imbucare alle spalle della linea mediana e isolare la qualità dei propri attaccanti negli ultimi venti metri.
In un “Granillo” ribollente d’entusiasmo e pronto a spingere gli amarantini dal primo all’ultimo secondo, gli ingredienti per un derby di altissimo livello ci sono tutti. La sfida tra Marchionni e Marra non si deciderà soltanto sulle lavagne tattiche, ma sulla capacità degli interpreti di mantenere lucidità, cattiveria agonistica e attenzione ai dettagli nei novanta minuti. La parola passa al campo.