Il legale di Sancataldese e Acireale, intercettato dai microfoni de “Il Tifoso Reggino”, ha commentato la recente sentenza della Corte Federale d’Appello sul caso dei tesseramenti irregolari che ha coinvolto la formazione Juniores del Messina. Secondo l’avvocato, la decisione avrà ripercussioni inevitabili e pesantissime.
“La pronuncia della Corte Federale d’Appello costituisce un precedente giurisprudenziale assolutamente granitico e direttamente applicabile al procedimento della prima squadra”, ha spiegato l’avvocato Nostro. “Le Sezioni Unite hanno sancito un principio ineludibile: il trasferimento del titolo sportivo trascina con sé l’intera posizione competitiva, comprese le penalizzazioni, a prescindere dal mutamento del soggetto giuridico. La tesi difensiva secondo cui la nuova società (A.C.R. Messina 1900) non dovesse rispondere in classifica di fatti antecedenti alla sua costituzione o imputabili alla vecchia gestione è stata completamente smontata dai giudici”.
“La Reggina aveva ragione nel merito”
L’avvocato ha poi sottolineato come i club che avevano sollevato il caso si muovessero su basi solide:
“Sì, è assolutamente oggettivo affermare che la Reggina, al pari dell’Acireale e della Sancataldese, avesse pienamente ragione nel merito delle sue contestazioni. Le denunce sollevate ad aprile puntavano il dito su un reale, profondo e documentato vulnus di regolarità amministrativa e sportiva. Questa sentenza certifica in via definitiva che le violazioni sui tesseramenti (e sul subentro nei titoli) c’erano, erano gravi e impattano direttamente sulle sanzioni da applicare al nuovo soggetto”.
L’avvocato ci tiene a fare chiarezza anche sulla strategia legale adottata nei mesi scorsi, respingendo le critiche sulle presunte “sconfitte” cautelari:
- Nessun errore strategico: “Da parte del collegio difensivo non c’è stato alcun errore strategico o procedurale. Gli avvocati hanno fatto esattamente ciò che andava fatto, individuando la frode e depositando tempestivamente esposti ineccepibili per tutelare gli interessi dei club coinvolti”.
- I limiti del sistema: “Il rigetto delle istanze cautelari e del ricorso non ha mai certificato l’infondatezza delle accuse, ma è derivato da un limite di sistema: senza l’atto formale di deferimento da parte della Procura Federale, nessun Tribunale aveva il potere di bloccare i playoff o di alterare le classifiche in corso”.
- Le tempistiche sospette: “I difensori non potevano fare miracoli contro l’inerzia e le tempistiche dilatate dell’organo inquirente. E guarda caso, proprio in virtù di queste tempistiche, la conclusione delle indagini sul Caso Messina è arrivata ‘provvidenzialmente’ il 1° luglio, ossia nel primo giorno esatto della nuova stagione sportiva. Un tempismo che si commenta da solo, utile forse a non intralciare i campionati ormai conclusi, ma che oggi non basta più a coprire la realtà dei fatti”.
L’attacco ai critici
L’avvocato Nostro non ha risparmiato una dura stoccata a chi, nei mesi passati, aveva minimizzato la vicenda:
“In passato abbiamo dovuto subire le sgangherate arringhe di un ex direttore generale in pensione che — se avessimo ascoltato lui — avrebbe visto sanzionato solo il vecchio presidente. Oggi che la giustizia sportiva certifica la totale bontà del nostro impianto accusatorio, la figuraccia rimediata da lui e dal suo amico giornalista (che gli ha fatto acriticamente da megafono) è sotto gli occhi di tutti. Ci chiediamo se il diretto interessato abbia ancora voglia di impartire lezioni a vuoto o se abbia finalmente capito che farebbe molto meglio a godersi la pensione guardando i cantieri”.
Scenario futuro: rischio Serie D
In chiusura, l’avvocato Nostro ha ribadito che la penalità in arrivo potrebbe colpire direttamente la prima squadra del Messina, con uno scenario che rischia di compromettere seriamente il futuro del club, ipotizzando persino il rischio di un mancato ripescaggio in Serie D.
Foto credit: Il Tifoso Reggino