Foto credit: Messina Sportiva
L’ex dirigente amaranto Francesco Alessandro, attuale club manager della Nuova Igea Virtus, si racconta ai microfoni di Pianeta Reggina e Appunta di Penna, ripercorrendo la sua esperienza a Reggio Calabria e proiettandosi verso la sfida imminente contro la Reggina.
Il legame con la città e il lavoro svolto con la Reggina
Tornare a parlare di Reggio Calabria suscita sempre emozioni particolari per chi ha vissuto in prima persona le dinamiche della società amaranto. Francesco Alessandro non nasconde la nostalgia per una piazza in cui ha condiviso tre anni di lavoro intenso e profondo.
“Si prova una certa emozione a tornare a Reggio dopo tre anni abbastanza intensi. Venivamo da una situazione calcistica non facile; quello che abbiamo fatto a Reggio è stato un sacrificio da parte di tutti. Anche se non si è raggiunto l’obiettivo finale, sono stati raggiunti altri traguardi importanti non a caso abbiamo consegnato alla città e a chi ha acquistato la Reggina una società in condizioni solide e sane.”
L’ex dirigente ha voluto sottolineare anche l’aspetto umano del suo soggiorno in riva allo Stretto:
“Mi manca tanto vivere Reggio nel quotidiano, perché sono stato benissimo. Ho tantissimi amici lì, ringrazio tutti i reggini e mando un saluto speciale a Praticò e al mio amico fraterno Cormaci, ex club manager della Reggina.”
La sfida con l’Igea Virtus e il presente amaranto
Spazio poi all’analisi del match di campionato tra la Reggina e l’Igea Virtus, nuova realtà lavorativa del dirigente. Alessandro si aspetta un confronto serrato sul terreno di gioco, affrontato con il giusto spirito agonistico.
“Mi aspetto una partita vera, ‘maschia’, una bella gara. Per chi tiferò? Per battuta dico che tifo per la squadra che mi dà da mangiare! Dopo l’esperienza con la Reggina non potevo trovare ambiente migliore all’Igea Virtus mi trovo benissimo, è una realtà familiare.”
Le parole di Francesco Alessandro offrono uno spunto di riflessione su due aspetti fondamentali del calcio moderno: la memoria storica del lavoro svolto e il rispetto per i ruoli professionali.
Da un lato emerge l’orgoglio per aver contribuito alla continuità aziendale e sportiva della Reggina in un momento storico complesso, permettendo al club di ripartire da basi finanziarie e organizzative solide. Dall’altro, la trasparenza e la genuinità con cui l’ex dirigente vive il suo presente all’Igea Virtus dimostrano come affetto personale e professionalità possano convivere senza ipocrisie. Il caloroso saluto ai vecchi collaboratori conferma infine che, al di là dei risultati del campo, i rapporti umani costruiti nel tempo rimangono il valore più autentico dell’esperienza sportiva.