Foto credit: Valentina Giannettoni
È il punto di riferimento del centrocampo della Reggina, il regista da cui passano le geometrie e i tempi della manovra amaranto. Alberto Acquadro, intervistato dalla Gazzetta del Sud, ha fatto il punto sul momento attraversato dalla squadra, affrontando con trasparenza le recenti difficoltà, l’episodio del cambio e l’imminente banco di prova in campionato.
Le dichiarazioni di Alberto Acquadro
L’analisi del momento della squadra
Le parole del regista amaranto riflettono la maturità di un leader che non nasconde le difficoltà, individuando la radice dei recenti problemi della Reggina in un fattore prevalentemente mentale. Da vero fulcro del centrocampo, il mediano non si nasconde di fronte alla complessità della settimana trascorsa, ma sceglie di compattare l’ambiente ribadendo la ferma consapevolezza nei mezzi della squadra e la dedizione sempre mostrata in campo.
Attraverso un approccio pragmatico, basato sulla revisione degli errori e sul lavoro metodico, il gruppo punta a ritrovare rapidamente quelle certezze che avevano caratterizzato l’eccellente avvio di stagione, trasformando l’autocritica nella chiave di volta per raggiungere gli obiettivi prefissati
“Quale problema? Direi mentale. È stata una settimana un po’ complicata, ma siamo consapevoli della nostra forza e sappiamo di aver sempre dato il massimo. Dobbiamo continuare a lavorare con fiducia e determinazione: sono convinto che riusciremo a raggiungere gli obiettivi prefissati. Abbiamo rivisto i video e analizzato gli errori commessi. Siamo ripartiti con grande carica e determinazione, con l’auspicio di ritrovare le certezze che avevamo nelle prime cinque giornate.”
autocritica, rispetto per la maglia e verità sulla sostituzione
In merito all’episodio di domenica scorsa, Alberto Acquadro ha voluto fare piena chiarezza sul momento della sostituzione, spegnendo sul nascere ogni potenziale polemica con una spiegazione trasparente ed esaustiva. Il centrocampista ha precisato che la sua contrarietà era dettata unicamente dall’insoddisfazione per la propria prestazione e dal desiderio di dare di più in campo, escludendo categoricamente qualsiasi gesto di stizza verso il club o la maglia amaranto.
Riguardo al lancio della fascia di capitano, Acquadro ha chiarito di averla semplicemente indirizzata verso il compagno più vicino, Baggi, al solo scopo di velocizzare la sua uscita dal terreno di gioco e permettere la rapida ripresa della partita. Le sue parole dimostrano la maturità e il senso di responsabilità di un vero leader: un intervento determinante per proteggere la serenità dell’ambiente, ribadire il totale rispetto verso i compagni e la piazza, e permettere alla squadra di mantenere la massima concentrazione solo sulle prossime sfide di campionato.
Verso la Nissa: la sfida del riscatto
Con la gara fondamentale per il riscatto contro la Nissa, Alberto Acquadro dimostra la maturità e la carica di chi vuole lasciarsi subito alle spalle il momento no, definendo il match una “partita di cartello” decisiva sia per la classifica sia per il morale della squadra.
Le sue parole riflettono la determinazione di un gruppo bisognoso di riscatto, che affronta una sfida delicata non con timore, ma con il desiderio forte e condiviso di scendere in campo per dare il massimo e conquistare punti fondamentali. Questo atteggiamento proattivo e orientato al risultato è il segnale chiaro di uno spogliatoio unito, pronto a trasformare la tensione della vigilia in energia positiva e fame di vittoria.
“È una partita di cartello, importante sia per la classifica sia per il morale. Non vediamo l’ora di scendere in campo e dare il massimo.”