Foto di Salvatore Dato
La Reggina attraversa un momento delicato dopo la battuta d’arresto contro il Trapani, ma la strada tracciata dalla societĂ e dalla dirigenza resta chiara: l’obiettivo unico è la promozione in Serie C. A fare il punto sulla situazione in casa amaranto è stato il Direttore Sportivo Gabriele Martino, ospite della trasmissione “Mezzogiorno Amaranto” su Radio Touring.
“Sono state create tutte le premesse perchĂ© questo sia l’ultimo anno tra i dilettanti. Sono stati scelti giocatori importanti, con una mentalitĂ vincente, con le esperienze accumulate in tanti anni. Insomma, la proprietĂ credo che in sede di composizione dell’organico, ha messo a disposizione del tecnico i calciatori piĂą forti. La sensazione che si ha è che l’ambiente tutto, il sistema calcio, sappia che quest’anno sarĂ la volta della Reggina. Bisogna vedere quando e come ci arriverĂ , speriamo nel miglior modo possibile, attraverso risultati che rispecchino il valore notevole dei giocatori”.
Il Ds è poi entrato nel merito del recente passaggio a vuoto contro il Trapani e delle prestazioni meno esaltanti registrate nelle ultime uscite:
“La Reggina non si è espressa per quello che è il valore dei propri calciatori, ma riconosciamo anche i meriti a mister Misiti che in pochi giorni ha rivoltato come un calzino il Trapani e ha saputo leggere le difficoltĂ della squadra amaranto. Ha coraggiosamente tolto dal campo il migliore Leveque, buttando dentro Napolitano che ha fatto il fenomeno, senza che noi si sia riusciti a prendere le contromisure. C’è anche da dire che la squadra amaranto arrivava da prestazioni non molto convincenti, se pensiamo che a Modica aveva sofferto, stessa cosa con l’Igea Virtus almeno per sessanta minuti. Le sconfitte non arrivano mai per caso. Premesso che la Reggina vincerĂ il campionato, credo bisogna mettere nelle condizioni i giocatori di potersi esprimere al meglio perchĂ© ne hanno la qualitĂ , lo dissi tre mesi fa nel momento in cui l’organico era stato definito o forse non lo è ancora”.
Approfondendo l’aspetto tattico e la gestione degli uomini a disposizione dell’allenatore, Martino ha sottolineato:
“I campionati non si vincono con i moduli ma con l’atteggiamento, certo è che in base ai calciatori che hai, devi adattargli il sistema di gioco piĂą adatto. Certo, se hai in organico gente veloce, abile nell’uno contro uno, che giocano bene sia come assistman che come realizzatori, è peccato lasciarne fuori uno. L’allenatore deve trovare il sistema per farli giocare insieme, mi riferisco per esempio ad Alma e Guida. Anche dietro ci sono difensori molto forti, ma in mezzo ne potrebbero giocare due anzichĂ© tre. Poi è il tecnico a scegliere, ma potrei essere d’accordo su una proposta di 4-3-3 o 4-2-3-1. Senza esterni offensivi, costringi quelli bassi a fare tantissimi chilometri in piĂą e potresti pagarlo a livello fisico. La cosa fondamentale però è che la Reggina, la prossima stagione, giocherĂ tra i professionisti”.
Infine, lo sguardo del dirigente amaranto si è posato sulle rivali del girone e sulle prospettive a medio termine:
“La Vibonese è una squadra attrezzata, con giocatori importanti per la categoria come Ledesma, Marsico, Simpson, Semenzin, lo stesso Cosendei. Dalla cintola in su può fare male, ma anche dietro non sono male. La Vibonese ha una buona organizzazione societaria con il bravo Ds Maglia, hanno perso solo una volta contro la Nuova Igea, segnando tre gol in quella partita. Oggi qualcuno può ancora pensare di infastidire la Reggina, ma dopo la sosta natalizia, quando tutti prenderanno contezza della forza degli amaranto, magari inizieranno a smembrare i loro organici”.