Trema l’asse calcistico della famiglia De Laurentiis. I fari della Procura della Repubblica di Bari si sono accesi sulla gestione della SSC Bari e della SSC Napoli, portando all’iscrizione nel registro degli indagati di Aurelio De Laurentiis(presidente del CdA del Napoli) e del figlio Luigi De Laurentiis (amministratore unico del Bari). Le accuse contestate, a vario titolo, sono pesantissime: bancarotta fraudolenta impropria per distrazione e false comunicazioni sociali (falso in bilancio).
Nelle scorse ore, gli uomini della Guardia di Finanza hanno eseguito perquisizioni a tappeto nelle sedi delle due societĂ sportive. I controlli delle Fiamme Gialle hanno esteso il loro raggio d’azione anche a figure chiave del mercato dell’epoca: Ciro Polito (ex direttore sportivo del Bari), Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso (ex direttori sportivi del Napoli) e Graziano Battistini (agente del calciatore). Al momento, nessuno di questi ultimi quattro risulta iscritto nel registro degli indagati.
Il fulcro dell’inchiesta: il “caso Caprile”
Al centro delle indagini della Procura barese c’è il trasferimento del portiere Elia Caprile, avvenuto nell’estate del 2023 dal Bari al Napoli per una cifra di 2 milioni e 200mila euro.
La permanenza di Caprile all’ombra del Vesuvio è stata solo di passaggio: dopo un prestito all’Empoli e appena 4 presenze complessive in maglia azzurra nell’arco di due stagioni, il portiere è stato ceduto a titolo definitivo nell’estate del 2025 al Cagliari per 8 milioni di euro.
Secondo i magistrati, la corposa plusvalenza generata da quest’ultima vendita sarebbe “interamente riconducibile a un percorso di valorizzazione sportiva che la cedente SSC Bari avrebbe parimenti potuto porre in essere”. In sostanza, l’accusa ipotizza che il calciatore sia stato formalmente “deprezzato” nel passaggio tra le due societĂ controllate dalla stessa proprietĂ (la Filmauro Srl), privando il club pugliese di ricavi legittimi.
Rischio Liquidazione per il club pugliese
La posizione del Bari appare particolarmente delicata, definita dagli inquirenti come una piazza che “rischia grosso”. Secondo la Procura, l’operazione Caprile sarebbe stata architettata in un quadro finanziario giĂ compromesso:
“La cessione è stata posta in essere in un contesto di perdite strutturali e di dipendenza finanziaria del Bari dalla capogruppo Filmauro Srl, ed è stata idonea a cagionare il dissesto della SSC Bari”.
I numeri emersi descrivono una situazione di sofferenza sistemica per la societĂ biancorossa, che ha accumulato circa 30 milioni di euro di perdite nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025, aggravata da una consistente esposizione debitoria.
A fronte di questo scenario, la Procura ha avanzato una richiesta drastica per entrambe le societĂ calcistiche: l’avviamento della procedura di liquidazione giudiziale. Una mossa che apre scenari imprevedibili e potenzialmente devastanti sia sul piano societario che su quello della giustizia sportiva.