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Attraverso un messaggio diffuso sui canali social ufficiali della Nissa, il presidente Giovannone ha voluto fare il punto della situazione in casa biancoscudata. Dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative a fronte di importanti investimenti economici il Presidente ha analizzato il momento critico vissuto dalla squadra, tracciando la rotta per il prosieguo del campionato di Serie D.
L’amarezza per l’andamento del campionato e l’appello all’ambiente
L’appello del presidente a evitare reazioni “isteriche” tocca un punto centrale nella gestione di una piazza calcistica in difficoltà. Quando il clima attorno alla squadra diventa tossico o eccessivamente negativo, la pressione sui giocatori aumenta vertiginosamente, generando ansia e bloccandone le prestazioni in campo. Scegliere di fare da scudo contro le contestazioni e ridefinire l’obiettivo sulla salvezza dimostra un pragmatismo fondamentale: in momenti di crisi, l’energia della piazza non deve trasformarsi in un fattore di destabilizzazione, ma in un sostegno concreto per invertire la rotta.
“Se qualcuno è arrabbiato perché non vinciamo il campionato, il più arrabbiato sono io: sono il presidente e ci ho messo un milione di euro. Sta andando tutto storto, ma le reazioni isteriche di qualcuno stanno destabilizzando la squadra. Ora dobbiamo portare avanti il campionato con dignità e cercare la salvezza: se cediamo all’isteria e agli atteggiamenti negativi, rischiamo la retrocessione.”
L’attaccamento alla maglia e le prestazioni individuali
Un passaggio chiave dell’intervento presidenziale riguarda il concetto di attaccamento alla maglia, che il patron sposta drasticamente dal piano retorico a quello della responsabilità individuale e collettiva. Puntando il dito contro l’espulsione rimediata da Terranova a inizio secondo tempo, Giovannone evidenzia come la delusione per un rendimento generale al di sotto delle attese nonostante la conferma dell’ossatura della squadra richieda un esame di coscienza e una reazione sul campo.
Al contempo, il presidente dimostra equilibrio nell’analizzare i singoli reparti, difendendo a spada tratta il reparto dei portieri e celebrando la prova maiuscola di Mirco Castelnuovo, chiamato a blindare il risultato nell’ultima uscita. È la dimostrazione di come la critica severa ai comportamenti in campo debba necessariamente convivere con il sostegno incondizionato alla squadra, unica via d’uscita per ritrovare quella continuità smarrita e raggiungere la salvezza.
“L’attaccamento alla maglia si dimostra onorandola con ottime prestazioni in campo e vincendo le partite, non come Terranova che si è fatto espellere al 5′ del secondo tempo. L’anno scorso era tra i migliori, quest’anno la squadra è irriconoscibile nonostante l’ossatura confermata. Dobbiamo stare vicini ai ragazzi e sostenerli per vincere le gare decisive. Abbiamo investito anche nel ritorno di Mirco Castelnuovo; comunque non è colpa dei portieri, anzi, nell’ultima gara il nostro portiere è stato il migliore in campo parando anche un rigore.”
Fiducia completa allo staff tecnico e alla dirigenza
Con una difesa a scudo della guida tecnica e della direzione sportiva, il presidente traccia una linea di demarcazione netta tra le responsabilità della piazza e quelle di chi vive lo spogliatoio quotidianamente. Sottolineando che “in campo ci vanno i calciatori”, Giovannone sposta il baricentro delle responsabilità sui diretti interessati, sgomberando il campo da qualsiasi ipotesi di esonero e blindando la figura del direttore sportivo Lorenzo Giovannone. Questa scelta di stabilità societaria invia un segnale forte all’intero ambiente: nel momento della tempesta non si cerca il capro espiatorio in panchina o in dirigenza, ma si chiede a tutto il gruppo di assumersi le proprie responsabilità professionali, remando uniti verso un unico e fondamentale obiettivo comune.
“Criticare il mister o la società non risolve nulla in campo ci vanno i calciatori. Non cambierò il mister né il Direttore Sportivo. Nessun DS al mondo può avere la fiducia della società quanto Lorenzo Giovannone.”
La gestione del settore giovanile
In merito alla gestione del settore giovanile, la posizione della presidenza riflette un principio cardine della tutela e valorizzazione dei giovani talenti. Respingendo la tentazione di un impiego affrettato dei ragazzi della cantera come soluzione d’emergenza, il club sceglie di proteggerli dall’impatto psicologico e dalle pressioni di una corsa salvezza a forte rischio retrocessione. Pur riconoscendo gli ottimi risultati ottenuti dai propri vivaisti nelle rispettive categorie, la scelta di delegare l’inserimento in Prima Squadra unicamente alle valutazioni di mister Moschella evita il rischio di “bruciare” i giovani in un momento di forte tensione ambientale. Una visione prudente e strutturata che preserva il patrimonio tecnico della società, garantendo che il passaggio tra le giovanili e il calcio professionistico avvenga solo nelle condizioni ideali.
“Qualcuno dice di far giocare le giovanili, ma con il rischio di retrocedere non è la strada giusta. I nostri giovani stanno ottenendo grandi risultati nelle rispettive categorie, ma non dobbiamo mettere loro pressione o rischiare di ‘bruciarli’ inserendoli in Prima Squadra in un momento negativo. Andranno in Prima Squadra solo quando li chiamerà mister Moschella, al momento giusto.”
Apertura a nuovi imprenditori locali e appuntamento allo stadio
L’apertura a possibili imprenditori locali rivela il grande senso di responsabilità ed pragmatismo del presidente: mettere l’interesse e il futuro della Nissa al di sopra delle personalizzazioni societarie. Anche di fronte a contestazioni accese, Giovannone sceglie di cogliere il lato costruttivo delle critiche, trasformando un momento di tensione in un appello alla compattezza. Il messaggio finale è un chiaro invito a mettere da parte i dissapori per sostenere la squadra nella cruciale sfida contro la Pro Favara, ricordando a tutti che il bene primario resta sempre la maglia biancoscudata.
“Se si presenterà un imprenditore nisseno valido e serio, sarò pronto a lasciargli le quote. Un imprenditore del territorio potrebbe fare cose che io non sarò mai in grado di fare. Guardiamo il lato positivo anche di fronte a certe critiche. Ora stringiamoci attorno alla squadra: vi aspetto domenica allo stadio contro una forte Pro Favara, dove i nostri calciatori onoreranno la maglia.”