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Mimmo Praticò continua a seguire da vicino le vicende della Reggina. L’ex presidente amaranto, alla guida del club dalla rifondazione dell’estate 2015 fino al gennaio 2018, ha parlato ai microfoni de Il Tifoso Reggino, soffermandosi su diversi temi, dalle multiproprietà alla squadra costruita per la stagione in corso, senza dimenticare uno sguardo al campionato passato.
Sul tema delle multiproprietà, Praticò si è detto favorevole a una maggiore elasticità normativa, soprattutto quando le società coinvolte militano in categorie differenti.
«Io ritengo che dovrebbe esserci elasticità. Una società ha una squadra che gioca in una categoria inferiore, perché non farla giocare? Laddove c’è il controllo si può fare. La famiglia Pozzo ha due squadre, una in Inghilterra e una in Italia. È una legge troppo rigida. In linea di massima sono a favore delle multiproprietà».
Una posizione che, secondo l’ex presidente della Reggina, potrebbe tornare al centro del dibattito anche in futuro. Al momento, però, non sembrano esserci novità concrete all’orizzonte:
«Non mi sembra che ci sia all’orizzonte una decisione. Se ne riparlerà perché De Laurentiis e Lotito, gli unici esempi esistenti di multiproprietà in Italia, sono due presidenti molto tosti. A me non dispiacerebbe se cambiassero».
Il discorso si sposta poi inevitabilmente sulla Reggina di oggi, che Praticò continua a seguire direttamente dagli spalti. L’ex presidente ha parole particolarmente positive per il lavoro svolto in estate nella costruzione dell’organico amaranto.
«Un architetto non potrebbe fare meglio. Abbiamo due squadre perché, in linea di massima, in queste prime cinque partite in un ruolo abbiamo sempre una riserva che gioca allo stesso livello di chi è sceso in campo prima. Quest’anno è stata fatta molto bene la squadra».
Praticò, però, invita anche ad attendere prima di formulare giudizi definitivi. Le prossime tre gare, infatti, saranno un primo banco di prova per comprendere meglio il reale valore della squadra:
«Le prossime tre partite saranno importanti perché io sostengo che una squadra per valutarla bisogna vederla dopo sette-otto partite».
E proprio sulle prossime sfide arriva anche l’auspicio dell’ex presidente amaranto:
«Dopo queste tre partite, che io mi auguro la Reggina possa vincere tutte e tre, possiamo incominciare ad avere le idee più chiare. Il mio cuore ed il mio sangue sono amaranto. Oggi e sempre forza Reggina».
Un giudizio positivo che si accompagna, inevitabilmente, a un’analisi di ciò che è mancato nella passata stagione. Secondo Praticò, la società si era impegnata molto, ma in alcuni momenti decisivi sarebbe servito qualcosa in più, soprattutto nel reparto offensivo.
«L’ultima società si è impegnata tantissimo, forse è mancata in alcuni momenti salienti».
Il riferimento è in particolare al mercato di gennaio e alla necessità di aggiungere gol alla squadra:
«Tanto per parlare dell’ultimo campionato, se avesse preso un attaccante che avesse garantito almeno otto-dieci gol da gennaio a giugno, secondo me noi l’anno scorso saremmo andati in Serie C tranquillamente».
Praticò individua proprio nella produzione offensiva uno dei principali rimpianti della scorsa annata:
«L’anno scorso sono mancati i gol di Ragusa e Barillà. Quando sei a un bivio come eravamo noi bisognava puntare non al top ma di più, senza guardare nulla».
Dalle riflessioni sul passato all’ottimismo per il presente, dunque. Praticò continua a guardare alla Reggina con particolare attenzione e, nonostante la prudenza necessaria dopo le prime giornate, vede nella profondità dell’organico uno degli elementi distintivi della squadra costruita per questa stagione. Con una certezza che, per chi ha guidato il club amaranto, non sembra essere mai cambiata: il legame con la Reggina.