Foto Credit: Valentina Giannettoni
L’avvio di stagione della Reggina porta una firma ben precisa a difesa dei pali: quella di Antonio Lagonigro. Lagonigro sta rendendo la porta amaranto un vero e proprio fortino inespugnabile, collezionando ben 5 clean sheet consecutivi in campionato, ai quali si aggiunge l’ottima prestazione senza subire reti nell’esordio stagionale in Coppa Italia di Serie D.
Oltre ai numeri da capogiro, Lagonigro sta dimostrando eccezionali doti tecniche, sicurezza tra i pali e la capacità di trasmettere grande serenità all’intero reparto difensivo. Ma a conquistare la piazza reggina è soprattutto il suo straordinario atteggiamento un ragazzo professionale, umile e profondamente legato ai colori della squadra.
Intervenuto come ospite durante la trasmissione Fuorigioco su Reggio TV, il portiere ha parlato del primato in classifica, del momento della squadra e dei segreti di questa imbattibilità.
Sul primato e la forza del gruppo
Lagonigro dimostra una maturità encomiabile nel gestire la pressione della classifica. Definire la prima posizione come un fattore che “alimenta la fame e l’energia” rivela l’impostazione mentale di un gruppo che non considera la vetta come un punto d’arrivo, ma come una spinta costante a migliorarsi. È il segnale di una squadra consapevole dei propri mezzi, dove l’entusiasmo della piazza viene trasformato in carica agonistica anziché in appagamento.
Nel sottolineare che “è ancora l’inizio” e che il campionato riserva “squadre attrezzate e agguerrite”, il giovane portiere veste i panni del leader e mantiene l’ambiente ancorato alla realtà. Il girone di Serie D è noto per essere lungo, insidioso e privo di partite scontate; mantenere questo livello di umiltà e rispetto verso gli avversari è la miglior garanzia per evitare cali di concentrazione lungo il cammino.
“Ci fa bene vederci lassù, ci permette di alimentare la fame e l’energia che si è creata. È ancora l’inizio, ci sono tante squadre attrezzate e agguerrite”
Lagonigro smorza la pressione sull’imbattibilità e sposa la cultura del lavoro di squadra.
Legare la porta inviolata al lavoro della squadra e all’ottima fase di non possesso dimostra una profonda comprensione del gioco. Lagonigro evita di prendersi meriti individuali e condivide il successo con l’intero reparto difensivo e con la squadra, trasformando un record personale in una medaglia al valore per il collettivo.
Definire l’imbattibilità una “non ossessione” è una scelta comunicativa intelligente e matura. Togliendo peso ai numeri, il portiere protegge sé stesso e i compagni dal rischio di contraccolpi psicologici nel momento in cui la striscia si interromperà. La vera priorità resta il risultato finale della squadra “vincere le partite”, a conferma di una mentalità orientata concretamente all’obiettivo stagionale anziché ai singoli dati statistici.
“Vivo questa cosa in maniera spensierata e tranquilla, non è un’ossessione per nessuno di noi. Questi traguardi sono solo frutto del lavoro settimanale, vuol dire che facciamo un’ottima fase di non possesso. I numeri ci interessano poco, lasciano sostanzialmente il tempo che trovano. Durante la stagione il gol si può prendere, ciò che conta è farsi trovare pronti. A noi interessa solo vincere le partite”.
Fiducia nelle proprie certezze e mentalità vincente
Le parole del mister riflettono una profonda fiducia nell’identità di gioco e nel lavoro svolto durante la settimana. Chiedere alla squadra di “martellare” e mantenere l’intensità senza stravolgere i piani significa trasmettere sicurezza nei propri mezzi: la vittoria non nasce dal caso o da improvvisazioni tattiche, ma dalla costanza, dalla determinazione e dalla capacità di spingere al massimo dal primo all’ultimo minuto.
“Ci ha detto di conservare la nostra identità, senza cambiare nulla. Martellando e andando forte saremmo riusciti a portare a casa i tre punti”.
Presenza della società e senso di appartenenza
La visita a fine gara testimonia la vicinanza della dirigenza al gruppo e valorizza l’atteggiamento mostrato in campo. Il plauso del patron per il “temperamento” della squadra conferma come, oltre al valore tecnico e ai risultati, a fare la differenza sia il carattere: un fattore determinante per alimentare l’entusiasmo dell’ambiente e proseguire con determinazione lungo questo percorso positivo
“Lui è venuto da noi a fine partita, ha espresso la sua gioia ed era molto soddisfatto del temperamento che abbiamo mostrato”.
In conclusione, l’avvio di stagione della Reggina racconta di una squadra solida, affamata e guidata da principi sani. Tra le certezze più nitide di questo avvio c’è senz’altro Antonio Lagonigro un portiere che abbina reattività e qualità tecniche a una maturità fuori dal comune. Mantenere la porta inviolata e restare in vetta alla classifica non è il frutto del caso, ma della cura dei dettagli e di una mentalità vincente condivisa da tutto il gruppo. Con queste premesse e con una difesa blindata, l’ambiente amaranto può guardare alle prossime sfide con grande fiducia ed entusiasmo.