È il momento del riscatto al “Granillo”
Alla vigilia della settima giornata del campionato di Serie D, la Reggina si prepara ad affrontare un derby calabrese d’alta quota contro la Vibonese. Gli amaranto sono chiamati a reagire dopo i recenti passi falsi conditi dalle due amarezze tra campionato e la prematura eliminazione dalla Coppa Italia di Serie D.
Nonostante la delusione, l’ambiente è pronto a fare la propria parte sugli spalti del “Granillo” è atteso un pubblico caloroso, pronto a spingere la squadra dal primo all’ultimo minuto come un vero e proprio dodicesimo uomo in campo. In conferenza stampa, mister Marco Marchionni ha analizzato il momento con lucidità e fermezza, trasmettendo serenità ma anche tanta carica a tutto il gruppo. Per il tecnico non ci sono allarmi la Reggina crea tanto e deve solo ritrovare il cinismo sotto porta per determinare il proprio cammino.
LE DICHIARAZIONI DI MISTER MARCHIONNI
Sulla prestazione in Coppa e la reazione della squadra:
Nelle parole di Marco Marchionni non c’è spazio per i vittimismi, ma emerge la consapevolezza di una squadra che ha idee, produce gioco e domina le partite, pur peccando di cinismo al momento di concretizzare. Il tecnico amaranto analizza la prestazione di Coppa Italia con lucidità chirurgica da un lato la soddisfazione per la reazione, l’atteggiamento e la capacità di creare ben 12 occasioni da rete; dall’altro il rammarico per non aver chiuso i conti quando la partita lo richiedeva.
Marchionni spazza via i dubbi e rifiuta con decisione l’etichetta di “crisi” o di campanello d’allarme. La sua è una tirata d’orecchie positiva, il richiamo di un allenatore che sa quanto vale la propria rosa e pretende la massima cattiveria agonistica sotto porta. Il messaggio per lo spogliatoio e per la piazza è chiaro la strada tattica e caratteriale è quella giusta, ma contro la Vibonese serviranno maggiore velocità di pensiero e quella spietatezza realizzativa fondamentale per chi vuole vincere il campionato.
“Il risultato è quello che conta, creare 12 palle gol non è da tutti: serve velocità di palla e di pensiero. Le dimensioni del terreno non devono essere un limite per una squadra come la Reggina. Sarebbe stato preoccupante in caso di apatia, ma nel primo tempo doveva finire 3 o 4 a zero. Quando perdi dispiace, ma la squadra ha fatto quello che doveva fare; non si può fare solo un gol su dodici azioni create, questo mi fa arrabbiare. Non è un campanello d’allarme, abbiamo la gara giusta davanti.”
Sull’avversario e l’atteggiamento ideale per la sfida con la Vibonese
Rispetto ed equilibrio, ma con una grande consapevolezza della propria forza. Nelle parole dedicate alla Vibonese, mister Marchionni traccia la rotta per il derby riconoscere il valore dell’avversario una formazione in salute e dalla spiccata vocazione offensiva senza però concedere alcun timore reverenziale. Il focus resta interamente centrato sulla Reggina.
La chiave di lettura del mister è tutta nell’atteggiamento mentale “determinare e non rincorrere”. È l’invito a prendere in mano le redini del match fin dai primi secondi, imponendo ritmo, qualità e personalità per far capire subito all’avversario chi vuole padroneggiare la partita. Il gruppo ha smaltito le amarezze recenti ed è pronto a fare leva sull’entusiasmo di un “Granillo” ruggente una spinta fondamentale per trasformare la carica dell’ambiente nell’energia giusta per centrare i tre punti.
“Loro sono una squadra in salute che ha fatto tanti gol e crea tanto, ma dipende tutto da noi. I ragazzi sono carichi, consapevoli e hanno metabolizzato quanto accaduto. Ho detto ai ragazzi che devono determinare e non rincorrere, dobbiamo far capire agli avversari che siamo noi a dover vincere. Siamo felici di avere al nostro fianco tanta gente”
“Ho detto ai ragazzi che devono determinare e non rincorrere, dobbiamo fare capire agli avversari che dobbiamo vincere e magari rincorrere”
Mister Marchionni analizza la battuta d’arresto in Coppa tra gestione della rosa e cura dei dettagli, confermando il rientro di Franchini: “Arrabbiato ma sereno, non c’è nessun allarme”
Nelle parole di Marco Marchionni emerge la fotografia di un tecnico esperto, capace di mantenere il giusto equilibrio anche nei momenti di amarezza. L’analisi sulla sconfitta in Coppa parte da una presa di coscienza importante quando si incatena una serie positiva di vittorie, si rischia inconsapevolmente di allentare l’attenzione sui dettagli, quelli che poi decidono le partite. Il mister non cerca alibi, ma rivendica la bontà della prestazione per oltre 70 minuti, evidenziando come la gara sia servita sia per concedere minutaggio prezioso a chi ha trovato meno spazio, sia per ricevere risposte positive da tutto il gruppo.
La sua “rabbia serena” nel post-gara è il ritratto perfetto della mentalità che vuole trasmettere alla squadra il dispiacere per le tante occasioni sprecate deve trasformarsi in fame agonistica, senza però cedere a ingiustificati allarmismi. Con il recupero di Franchini e la consapevolezza che la rosa risponde presente, Marchionni trasforma il passo falso di Coppa in una lezione d’esperienza fondamentale in vista dei prossimi impegni di campionato.
“Quando si vince tanto, poi si trascurano alcuni dettagli. Contro il Trapani poteva finire 0-0, abbiamo subito qualcosa, ma potevamo benissimo almeno pareggiare. In Coppa potevamo chiuderla nel primo tempo, avevamo poi tanti calciatori che non giocavano, dovevamo dare minutaggio ad alcuni. Sicuramente non dobbiamo dimenticare i 70′ fatti, ho visto una squadra che ha fatto cose importanti, loro nel primo tempo non hanno tirato in porta. I ragazzi hanno dimostrato di esserci, chi scalgo scelgo fa bene. Mi dispiace aver perso, ma non è un campanello d’allarme, abbiamo la gara giusta.”
“Franchini è recuperato, tanti ragazzi hanno dimostrato di esserci. Ero arrabbiato per aver fatto tante occasioni e non aver vinto, chi ha giocato in grandi squadre lo sa che non bisogna sottovalutare nulla. Ero arrabbiato ma sereno.”
La situazione di Piras
Mister Marchionni preferisce non addentrarsi nei dettagli della situazione legata a Piras, mantenendo una linea di massima professionalità e rimandando ogni chiarimento ai vertici societari.
“Ne deve parlare la società”
La gestione della rosa
Un segnale chiaro di fiducia verso l’intero gruppo l’organico non subirà ridimensionamenti e la meritocrazia resterà l’unico criterio per conquistare una maglia da titolare.
“Sino a quando ho questa rosa sono contento, non c’è alcuna intenzione di sfoltirla, anzi. Chi si farà trovare pronto giocherà”
Protezione totale e gestione psicologica di Jallow: Marchionni blinda il suo attaccante.
La gestione dell’attaccante gambiano da parte di Marco Marchionni è un saggio di psicologia sportiva riguardo la gestione di uno spogliatoio. Invece di addossare la colpa dell’eliminazione in Coppa alle occasioni fallite sotto porta, il tecnico sceglie la via della protezione pubblica, togliendo pressione al giocatore per preservarne il morale in vista del campionato. L’analisi del mister va oltre il semplice tabellino: ciò che conta per la Reggina è la costante presenza di Jallow all’interno della manovra offensiva e la sua capacità di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto. La scarsa lucidità negli ultimi metri viene letta come un incidente di percorso fisiologico per un calciatore che ha finalmente ritrovato una continuità fisica mai avuta prima. Gettare un’ancora di salvataggio a Jallow in un momento di critica significa compattare lo spogliatoio e infondere quell’incrollabile fiducia che spesso, già dalla sfida successiva, trasforma i fischi in gol decisivi.
“Ho cercato di lasciare la tranquillità giusta, sono contento della gara che ha fatto, al di là degli errori. Il gol mancato gli ha rovinato la prestazione, mi preoccupo principalmente se un calciatore non crea occasioni. Ci sta che mercoledì possa aver sbagliato tre gol e magari domenica ne fa tre. Io l’ho visto sereno, parlando con lui è la prima volta che non ha avuto infortuni”