Foto di Valentina Giannettoni
Un solo punto nelle ultime due partite e tanta delusione. Il pareggio per 1-1 al “Granillo” contro la Vibonese lascia un amaro in bocca difficile da mandare giù. Nelle ultime due uscite abbiamo visto un’altra Reggina, ma purtroppo in negativo: un cambiamento repentino e incomprensibile da una partita all’altra, che lascia smarriti tifosi e addetti ai lavori. Dopo un avvio di stagione praticamente perfetto, i numeri odierni impongono più di una riflessione. Questa con la Vibonese rappresenta la seconda occasione persa consecutivamente per allungare in classifica, proprio come successo domenica scorsa. I punti totali sono ora 16, e la vetta della graduatoria va condivisa con il Sambiase, forte della vittoria sul Trapani.
In un quadro del genere, anche la guida tecnica non può esimersi da qualche fisiologica critica. Senza puntare il dito in maniera distruttiva, è innegabile che nelle ultime due gare siano mancate alcune contromisure tattiche adeguate a partita in corso e quella capacità di leggere i momenti di difficoltà prima che diventino fatali. Alcune scelte di formazione e la gestione dei cambi sono parse meno lucide del solito, contribuendo a quel calo di ritmo e di cattiveria agonistica che si è visto in campo.
Tuttavia, sia chiaro: niente allarmismi. È però giusto far scattare un campanello d’allarme ed essere onesti con se stessi. Se ci adagiamo o rimaniamo troppo rilassati, rischiamo di ripetere esattamente gli stessi errori della passata stagione. È il momento di rialzarci. Il Girone I di Serie D ci sta ricordando ancora una volta che bisogna stare con i piedi per terra. Dopo quattro anni in questa categoria dovremmo averlo imparato a memoria: evidentemente le lezioni del passato non sono ancora bastate.
Ora tocca al mister, alla squadra e alla società fare un bagno di umiltà e ritrovare immediatamente lucidità e coraggio nelle scelte, atteggiamento aggressivo dal primo all’ultimo minuto e quella solidità difensiva e di gruppo che aveva caratterizzato le prime giornate. Non possiamo permetterci il lusso di rischiare un altro anno d’inferno tra i dilettanti. Le parole ormai stanno a zero: è il momento di ritornare a fare i fatti sul campo. Domenica a Caltanissetta si va per vincere, senza scuse e senza alibi. Mettiamo la testa bassa, torniamo a pedalare e riprendiamoci ciò che ci spetta!
Editoriale a cura di Rocco Buscieti