Un punto prezioso e meritato che conferma la crescita della Vibonese su un campo ostico come quello del “Granillo”. Al termine del match Reggina-Vibonese, mister Marra si è presentato in sala stampa con un misto di soddisfazione per la personalità mostrata dai suoi ragazzi e di lucidità nell’analizzare i dettagli da migliorare. Dalla strategia studiata per disinnescare la manovra amaranto fino alla difesa dell’attaccante Castro dopo l’espulsione, il tecnico rossoblù ha tracciato la strada da seguire per il prosieguo del campionato.
Le dichiarazioni di mister Marra
Atteggiamento, personalità e concretezza
Mister Marra sottolinea la maturità di una squadra nuova che affronta a viso aperto una grande del torneo senza timori reverenziali. Se da un lato il tecnico pretende maggiore incisività nell’area avversaria, dall’altro riconosce il valore del percorso di costruzione del gruppo, elogiando lo spirito di sacrificio e la personalità messi in campo.
“La Reggina è una squadra forte e, quando la me affronti, sai che devi concederle qualcosa. Noi siamo stati bravi. All’intervallo mi sono arrabbiato perché non avevamo la giusta cattiveria negli ultimi metri. Una squadra come la nostra deve essere più concreta, ma ci sta in questo processo di crescita. Ricordiamoci che la Vibonese è una squadra totalmente nuova e non possiamo essere perfetti. Sono comunque contento perché abbiamo mostrato grande personalità e spirito di sacrificio”.
La strategia tattica: rotazioni e pressione alta
Un’analisi tattica lucida e accurata. Marra ha preparato il match aggredendo la fonte di gioco amaranto fin dalla costruzione dal basso, sporcando i rifornimenti verso i trequartisti e gli attaccanti della Reggina. Inoltre, le rotazioni tra quinti e mezzali hanno creato instabilità nella difesa avversaria, dimostrando come lo studio dell’avversario abbia pagato, al netto di qualche lentezza di troppo nelle ripartenze.
“Sapevamo che uno dei punti di forza della Reggina fosse la fascia sinistra. Sapevamo anche che, attaccando gli spazi partendo da dentro, avremmo potuto metterli in difficoltà. Per questo cercavamo di effettuare delle rotazioni con i quinti e le mezzali, in modo da non dare punti di riferimento. Ci siamo riusciti diverse volte, soprattutto nel primo tempo. Non mi è piaciuta, però, la superficialità con cui abbiamo gestito alcune azioni: eravamo troppo lenti nel concluderle e rischiavamo di scoprirci, concedendo ripartenze pericolose”.
“Abbiamo cercato di tenere la Reggina il più lontano possibile dalla nostra porta. È stata una partita faticosa, ma avevo detto ai ragazzi che, se ci fossimo limitati ad aspettarli, ci saremmo fatti male da soli. Per questo abbiamo cercato di aggredirli e di mettere in difficoltà anche Lagonigro nella costruzione dal basso, costringendoli a giocare palloni sporchi verso giocatori come Alma, Guida, Magrassi e Rotulo. Volevamo impedire loro di giocare pulito, perché sappiamo che è una delle loro qualità principali. Quando recuperavamo il pallone, invece, dovevamo cercare di farli correre, perché sono giocatori molto forti tecnicamente, ma meno propensi a rincorrere gli avversari. Credo che ci siamo riusciti”
I cambi e il rosso a Castro: la spiegazione del tecnico
Marra chiarisce sia la scelta della sostituzione di Cosendey con Castro per dare più peso all’attacco, sia la dinamica dell’episodio chiave della gara. Il tecnico protegge il proprio attaccante, escludendo la cattiveria e rimarcando il rammarico per un’espulsione arrivata nel momento in cui la Vibonese stava provando a spingere per conquistare la vittoria intera.
“Quando ho inserito Castro ho cercato anche di cambiare qualcosa tatticamente, perché non riuscivamo più a lavorare bene sui centrocampisti. Volevo anche riempire maggiormente l’area, perché Bruno è molto bravo a venire incontro e a legare il gioco, mentre in quel momento avevo bisogno di maggiore presenza offensiva. La Reggina si era abbassata e abbiamo cercato di sfruttare i cross, riuscendo a crearne diversi. Poi, dopo l’espulsione, è normale che ci siamo abbassati”.
“Non credo assolutamente che Castro abbia commesso un gesto volontario, perché non è un giocatore cattivo, ma uno che dà sempre l’anima. Secondo me l’arbitro ha interpretato male la situazione: stava proteggendo il pallone e, da attaccante, ha allargato le braccia. Probabilmente il direttore di gara ha visto qualcosa di diverso. Non posso essere arrabbiato con lui, perché non è un gesto che appartiene a questo giocatore. Mi dispiace perché in quel momento stavamo spingendo per cercare di vincere”
Continuità e autostima per il futuro
Il pareggio del Granillo deve servire da volano per il prosieguo della stagione. Superato un avvio di campionato fitto di scontri diretti impegnativi, Marra invita l’ambiente a trasformare questa prestazione in consapevolezza e continuità, a partire dal prossimo impegno casalingo contro il Gela.
“Dobbiamo capitalizzare il risultato odierno, abbiamo la partita in casa contro il Gela e dobbiamo sfruttare il calendario. Inizialmente abbiamo affrontato squadre importanti, tra cui l’Igea. Queste prestazioni devono darci autostima, ma adesso dobbiamo dimostrare di saper continuare su questa strada”.