Sono mister Vincenzo Idone e oggi analizziamo per Pianeta Reggina,il delicato e intenso derby tra Reggina e Vibonese, terminato sul punteggio di 1-1 al “Granillo”.
Analizzare una gara come questa richiede di scindere nettamente le due fasi del match: un primo tempo in cui la Reggina ha condotto il gioco e trovato il meritato vantaggio, e una ripresa in cui le contromosse della Vibonese e la gestione dei momenti chiave hanno cambiato l’inerzia della sfida
Il Confronto dei Sistemi di Gioco: 3-5-2 di Marchionni vs 3-4-1-2 di Marra
Sul piano tattico, il primo tempo ha offerto una sfida avvincente basata sul duello speculare delle difese a tre. La Reggina si è presentata con il classico 3-5-2 Lagonigro a protezione dei pali; Fazio, Lancini e Baldan a comporre il terzetto arretrato; Baggi e Toscano ad occupare le corsie esterne; un centrocampo di palleggio e sostanza con Rotulo, Acquadro e Rossetti; infine la coppia offensiva formata da Alma e Magrassi. Il piano di Marchionni puntava a dominare i ritmi sfruttando le rotazioni interne delle mezzali e il continuo scarico in ampiezza per disarticolare il blocco avversario.
Di contro, la Vibonese di Mister Marra si è disposta con un 3-4-1-2 estremamente aggressivo e dinamico De Simone tra i pali; Bertolo, D’Agata e Simpson nel blocco difensivo; Semenzin e D’Onofrio a coprire tutta la fascia; Serge Cess e il capitano Cerruti a fare legna in mediana affiancati dalle geometrie di Ledesma; mentre Bruno Cosendey agiva da trequartista puro a ridosso del duo Marsico-Simpson, con Castro pronto a subentrare. La strategia rossoblù puntava a saturare i canali centrali in fase di non possesso per poi innescare repentine ripartenze e isolamenti uno contro uno sulle corsie esterne, sfruttando l’imprevedibilità di Cosendey tra le linee.
Primo Tempo: Organizzazione Rossoblù e Prodezza Individuale Amarantina
Nella prima frazione la Reggina parte con personalità , provando a prendere il controllo del palleggio e della manovra. La Vibonese, ben organizzata da Marra, si difende però con ordine e si rende subito pericolosa nei primissimi minuti, mettendo in difficoltà gli amaranto in un paio di circostanze grazie alle accelerate di Semenzin e agli inserimenti tra le linee di Cosendey.
La risposta degli uomini di Marchionni arriva al 19′, quando un’incornata di testa di Magrassi su pennellata di Rossetti sfila di poco sopra la traversa. La svolta del match si concretizza al minuto 30 su un pallone respinto fuori dall’area di rigore rossoblù, Toscano si coordina perfettamente e impatta la sfera con un grandissimo tiro di collo esterno dal limite, lasciando immobile un incolpevole De Simone per la rete dell’1-0. Una prodezza balistica che permette alla Reggina di chiudere la prima frazione avanti con merito e con la gara pienamente sotto controllo.
Secondo Tempo: Lo Spegnimento Amarantino e le Contromosse di Marra
Nella ripresa l’inerzia della gara subisce un’inversione drastica e inaspettata. La Reggina rientra in campo contratta e finisce per spegnersi progressivamente: si abbassa troppo, perde le distanze tra i reparti, si muove poco senza palla e commette ripetute imprecisioni nei passaggi elementari in fase di prima costruzione. La Vibonese ne approfitta subito per alzare baricentro e pressione e al 55′ punisce gli amaranto: su una palla vagante non letta con la dovuta cattiveria dalla retroguardia e in particolare da Fazio, Cosendey si avventa sul pallone e con un sinistro freddo e preciso firma l’1-1.
A quel punto, nel tentativo di scuotere i suoi, Mister Marchionni opta per una gestione dei cambi che finisce per sbilanciare ulteriormente l’assetto tattico della squadra. L’inserimento contemporaneo di attaccanti come Reis, Jallow e Guida accanto a Magrassi trasforma il modulo in un 4-2-4 a trazione ultra-offensiva che, di fatto, svuota e sguarnisce completamente la mediana amaranto. Una scelta azzardata e priva di linearità privando la squadra di punti di riferimento e geometrie in mezzo al campo dove né Rossetti, né Acquadro, né Rotulo stavano brillando , la Reggina ha finito per esporsi a pericolosissime ripartenze avversarie, concedendo alla Vibonese la possibilità di far male negli spazi ampi.
Nemmeno l’episodio favorevole del 72′ il rosso diretto comminato a Gaston Castro per una gomitata ai danni di Rosario Girasole è riuscito a scuotere gli amaranto. Nonostante la superiorità numerica negli ultimi venti minuti, la Reggina non ha quasi mai trovato ampiezza né fluidità nell’ultimo terzo di campo, affidandosi unicamente a giocate individuali ed estemporanee e rievocando, nell’atteggiamento complessivo, i fantasmi delle prestazioni più opache della scorsa stagione.
Gli Episodi Chiave del Match: La Disamina Tecnico-Tattica
La Perla Balistica di Toscano (30′ pt)
L’episodio che sblocca il match nasce dagli sviluppi di un calcio d’angolo ben eseguito da Acquadro dalla bandierina. La traiettoria tesa spiovente in mezzo all’area di rigore provoca una deviazione aerea della difesa rossoblù, con la sfera che sfila al limite dell’area di rigore. Lì si fionda Toscano, dimostrando una coordinazione straordinaria alza la gamba e impatta il pallone al volo di collo esterno dal limite, imprimendo una traiettoria potente, angolata ed impeccabile che s’insacca imparabilmente alla destra di De Simone. Un gesto tecnico di assoluto spessore che premia la spinta e la qualità del palleggio amaranto e la qualità tecnica del calciatore.
La Disattenzione Difensiva e la Stoccata di Cosendey (55′ st):
Nel momento di massimo appannamento della Reggina, Fazio commette un’ingenuità fatale nell’area di rigore: invece di liberare subito la sfera o proteggerla con decisione, lascia un pallone vagante a disposizione dell’attacco avversario. Bruno Cosendey si dimostra rapace e reattivo: si avventa sulla palla carambolata dalle sue parti e con un sinistro freddo e preciso trafigge Lagonigro per l’1-1. Un errore di lettura individuale che punisce la passività con cui la squadra è rientrata in campo nella ripresa.
L’Ingenuità di Gaston Castro e il Rosso Diretto (72′ st):
Pochi minuti dopo il suo ingresso in campo per dare peso e freschezza all’attacco di Marra, Gaston Castro commette un’incredibile ingenuità  a palla lontana o in un duello del tutto evitabile, rifila un brutto intervento ai danni del neoentrato Rosario Girasole. L’arbitro non ha dubbi ed estrae il cartellino rosso diretto, lasciando la Vibonese in dieci uomini per oltre venti minuti compreso il recupero e regalando alla Reggina l’opportunità teorica di vincere la gara
Il Match Ball Sprecato da Girasole (74′ st):
Subito dopo l’espulsione, la Reggina crea la più grande occasione della sua ripresa. Su una palla vagante spinta con affanno al centro dell’area di rigore rossoblù, Rosario Girasole sfrutta una bucata della difesa della Vibonese e si ritrova a tu per tu con De Simone a pochissimi metri dalla porta. Mancando di lucidità e “cattiveria” sotto porta, il difensore amaranto spara clamorosamente alto sopra la traversa, sprecando l’unica vera palla gol per il controsorpasso ma queste occasioni mica le deve creare lui visto che in campo c’erano 4 attaccanti opachi.
I Migliori in Campo
Toscano (Reggina): Oltre allo splendido gol da tre punti sfiorato, garantisce sostanza, corsa e pulizia nelle geometrie finché resta in campo.
Bruno Cosendey (Vibonese): Uomo ovunque per Marra. Lega i reparti con qualità , si fa trovare pronto in zona gol ed è il faro della manovra rossoblù.
De Simone (Vibonese): Determinante con due grandi interventi su Toscano e Rotulo che hanno tenuto a galla i suoi nel momento di massima spinta amaranto