Foto credit: Valentina Giannettoni
Un pareggio deludente al “Granillo” per la Reggina, maturato al termine di una prestazione amara e meritato per una Vibonese organizzata. Nonostante i circa trenta minuti giocati in superiorità numerica, la squadra amaranto ha prodotto solo molta confusione, senza mai riuscire a scardinare la difesa avversaria.
Ad emergere nel post-gara è una forte sensazione di cortocircuito tra quanto preparato durante gli allenamenti e la resa domenicale sul terreno di gioco. A metterlo in evidenza in conferenza stampa è stato il centrocampista amaranto Matteo Rossetti, che ha raccontato con grande schiettezza la delusione dello spogliatoio e le difficoltà nell’ingranare la marcia giusta
le dichiarazioni di Matteo Rossetti
 il rebus tattico che blocca la Reggina
In queste parole emerge tutta l’amarezza per un corto circuito che la Reggina non riesce ancora a risolvere. Rossetti analizza la gara evidenziando come la Vibonese abbia impostato la partita sui duelli individuali e sulla marcatura a uomo, un contesto tattico che ha messo a nudo i limiti attuali della squadra nel trovare contromosse efficaci.
L’aspetto più preoccupante rimarcato dal centrocampista è però la discrepanza tra l’impegno profuso durante la settimana e la risposta al momento del fischio d’inizio. Un’ammissione sincera che testimonia un blocco prima di tutto mentale la squadra si allena con la giusta intensità , ma la domenica perde fluidità , finendo per contrarsi e per smarrire gli automatismi provati in seduta d’allenamento.
“Dal campo era molto un gioco di duelli, uomo a uomo, sicuramente è mancato qualcosa, abbiamo avuto qualche difficoltà . Non so il motivo, in settimana lavoriamo sodo, la domenica non riusciamo a mettere in campo quello che proviamo”.
Rammarico e superiorità sprecata: la delusione di Rossetti dopo il pari
Il centrocampista amaranto esprime senza filtri l’amarezza di uno spogliatoio che vedeva nella sfida contro la Vibonese l’occasione ideale per lanciare un segnale forte al campionato. Rossetti mette il dito sulla piaga, sottolineando la grave mancanza di incisività nell’ultima mezz’ora di gioco, quando la squadra non è riuscita a trovare la via della rete nonostante l’uomo in più sul terreno di gioco.
L’analisi del giocatore evidenzia un forte senso di frustrazione personale e collettiva pur ritrovando una buona condizione fisica individuale, l’impossibilità di festeggiare i tre punti cancella qualsiasi soddisfazione personale. Resta tuttavia la consapevolezza di doversi rialzare immediatamente, trasformando la grande delusione per l’occasione sprecata nella determinazione necessaria per ripartire fin dalla prossima gara.
“C’è poco da dire, tanto rammarico. Volevamo vincerla per dare un segnale. Neanche in dieci siamo riusciti a trovare il gol, c’è delusione ma dobbiamo ripartire. Mi sento bene, oggi non posso essere felice perché non abbiamo raggiunto il risultato”.