Foto credit: Messina Sportiva
Una vera e propria scossa sismica stravolge la classifica del girone I di Serie D e il futuro dell’ACR Messina 1900 SSD ARL. Nella giornata odierna, il Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare (presieduto dall’avv. Valentina Ramella) ha pronunciato il dispositivo ufficiale sul procedimento n. 0052/TFNSD/2026-2027, originato dal deferimento del Procuratore Federale del 20 agosto 2026.
La sentenza infligge al club peloritano ben 20 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva, oltre a 1.800,00 euro di ammenda. Un provvedimento pesantissimo che ridisegna la graduatoria i 17 punti conquistati fin qui sul campo dalla squadra di Alfio Torrisi vengono azzerati, facendo precipitare i siciliani all’ultimo posto in solitaria a quota -3 punti.
Le motivazioni e l’asse dell’inchiesta: il nodo dei tesseramenti
Al centro del procedimento e dell’impianto accusatorio figurano le firme e il deposito degli atti relativi a circa venti calciatori effettuati nell’estate del 2025. Secondo quanto ricosturato dalla Procura Federale, la problematica principale risiede nel fatto che la documentazione sarebbe stata sottoscritta e presentata da Stefano Alaimo, un dirigente che all’epoca dei fatti si trovava in stato di inibizione e privo dei poteri di rappresentanza e di firma.
Tale circostanza ha fatto scattare la contestazione di gravi violazioni dei capisaldi normativi del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC:
Articolo 4, comma 1 (Doveri di lealtà, correttezza e probità): la norma cardine violata per aver posto in essere atti in contrasto con i principi di lealtà sportiva, avvalendosi di documentazione non regolare o sottoscritta da soggetti privi di legittimazione.
Articoli 30 e 31 (Violazioni in materia di tesseramenti e accertamenti): relativi all’utilizzo di atti non conformi o irregolari per ottenere il tesseramento di atleti che altrimenti non avrebbero avuto i requisiti formali per scendere in campo.
Articolo 6 (Responsabilità diretta e oggettiva della società): il principio in base al quale il club risponde direttamente dell’operato dei propri dirigenti, traducendosi nella maxipenalizzazione di 20 punti (una sanzione comunque inferiore rispetto alla richiesta iniziale della Procura, che aveva invocato un pesantissimo -34 e 3.000 euro di multa).
Prospettive Future e Strategia Difensiva: La Battaglia del Messina in Appello
La scure inflitta dal Tribunale Federale Nazionale ridefinisce in modo radicale gli equilibri del campionato, aprendo uno scenario di profonda e complessa crisi per la società peloritana. Con una classifica che recita un pesantissimo -3 e un baratro difficile da colmare sul campo, la priorità immediata della dirigenza si sposta ora dalle aule di giustizia sportiva al tavolo della difesa legale.
La società, guidata dal presidente Justin Davis, ha immediatamente manifestato la ferma intenzione di non arrendersi al verdetto di primo grado. Nelle prossime ore, il collegio difensivo è pronto a depositare un ricorso d’urgenza presso la Corte Federale d’Appello. L’obiettivo primario del club è duplice: da un lato, puntare a un consistente alleggerimento della maxipenalizzazione di 20 punti; dall’altro, contestare i profili di responsabilità oggettiva e le modalità con cui sono stati valutati gli atti di tesseramento contestati, cercando così di restituire ossigeno a una graduatoria che, al momento, vede i siciliani relegati all’ultimo posto solitario.
Nel frattempo, tuttavia, la squadra di Alfio Torrisi è chiamata a un compito titanico sul rettangolo verde. Indipendentemente dai tempi e dagli esiti della giustizia sportiva, i calciatori dovranno trasformare ogni partita in una finale, affrontando una disperata corsa contro il tempo per rimontare lo svantaggio accumulato, ritrovare certezze mentali e centrare una salvezza che, a questo punto della stagione, avrebbe dell’impresa eroica.