A distanza di settimane dalla conclusione della stagione, l’ormai ex tecnico della Reggina è tornato a parlare del campionato appena concluso, manifestando tutta la propria amarezza per un obiettivo sfumato soltanto nelle battute finali.
Intervistato dalla Gazzetta del Sud, Torrisi ha rivendicato con forza il lavoro svolto dal suo arrivo sulla panchina amaranto, sottolineando i risultati ottenuti sul campo.
«Quando sono arrivato la Reggina era in zona playout, prendeva due gol e mezzo a partita. Da quel momento siamo diventati la seconda migliore difesa d’Italia in Serie D, abbiamo viaggiato a una media di 2,24 punti a partita e nel girone di ritorno siamo stati primi in classifica. Questi sono numeri, non opinioni».
Il tecnico ha evidenziato anche il cambiamento nella mentalità della squadra, ricordando alcune vittorie considerate decisive nel percorso stagionale.
«Abbiamo creato una mentalità importante. Nei due anni precedenti la Reggina non aveva mai vinto uno scontro diretto in trasferta. Noi siamo andati a vincere su campi difficili come Caltanissetta, Barcellona e Palermo senza nemmeno subire gol. Sono sempre stato coerente, non ho guardato in faccia nessuno e ho fatto giocare anche ragazzi del 2008, arrivando a sostituire giocatori importanti quando non davano ciò che pretendevo. Lì c’è stato un cambio importante nel gruppo».
Non manca, però, una stoccata nei confronti della società e dell’ambiente, con dichiarazioni destinate a far discutere.
«A dicembre avevo fatto delle richieste. Non sono stato accontentato e questo, alla lunga, ci ha impedito di vincere il campionato. Bastava davvero poco. Purtroppo mi sa che non tutti volevano andare in Serie C. La volontà non era forse di tutti, perché qualcuno, nel momento in cui doveva dare una mano, non l’ha data. Eppure siamo arrivati a giocarci il campionato fino all’ultima giornata, come terza squadra per Giovani di Valore: numeri che nessuno può cancellare».
Sul proprio futuro, Torrisi ha confermato i contatti con il direttore sportivo dell’Acr Messina, Maurizio Pellegrino.
«Ci siamo incontrati, ci sono stati dei colloqui e ci sono tuttora. Ne stiamo parlando. Essere accostato al Messina è motivo di grande orgoglio. È una piazza importante e un club che merita di tornare rapidamente nelle categorie che gli competono. Certo, fa effetto vedere oggi il Messina nell’organico di Eccellenza, ma questa società ha tutte le carte in regola per essere protagonista in Serie D e costruire un progetto duraturo. Ho avuto anche due offerte dal Girone A della Serie C, ma cerco piazze che mi diano stimoli».
Il messaggio d’addio sui social
Dopo l’intervista, è arrivato anche il saluto ufficiale alla città e ai colori amaranto attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social.
«Ciao Reggina, è stato un viaggio intenso, a tratti difficile, ma entusiasmante. C’è stato un momento in cui tutti abbiamo sognato qualcosa di grande, ma alla fine di una strepitosa rincorsa non siamo riusciti a coronarlo. Grazie a tutte le persone con cui ho condiviso questo percorso. Grazie ai tifosi che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Reggio merita altre categorie, vi auguro davvero il meglio. Grazie Reggio, grazie Reggina».
Parole che sembrano chiudere definitivamente il capitolo amaranto di Alfio Torrisi, il quale lascia dopo una stagione caratterizzata da una lunga rimonta e da numeri importanti, ma senza quella promozione in Serie C che, come lui stesso ha ribadito, «bastava davvero poco» per conquistare
Foto Credit: Reggina 1914