Foto credit: Valentina Giannettoni
Francesco Desiato, ex difensore della Reggina e attuale perno centrale della difesa del Gela, è intervenuto ai microfoni di Nova TV. Calciatore di grande affidabilità , Desiato garantisce un’ottima flessibilità tattica allo scacchiere di mister Romano: nato come classico difensore centrale per una linea a due, sa adattarsi con efficacia a diverse esigenze difensive.
Di seguito il resoconto del suo intervento, tra ricordi della carriera e l’avventura vissuta a Reggio Calabria.
Il retroscena di mercato e il ritorno a Ischia
Questo passaggio dell’intervista mette in luce la trasparenza di Francesco Desiato nel raccontare un momento delicato della carriera la gestione della transizione tra i professionisti e il calcio dilettantistico dopo l’esperienza alla Turris.
Avendo già assaporato la Serie C con nove presenze e forte dell’interesse di diversi club, la volontà del giocatore era legittimamente quella di rimanere tra i professionisti. Il mancato perfezionamento della trattativa con la squadra desiderata avrebbe potuto rappresentare un contraccolpo psicologico o frenare il suo percorso; tuttavia, la scelta di fare ritorno a Ischia ha dimostrato maturità e intelligenza strategica.
Tornare a giocare per la squadra della propria città non è stata vissuta come un ridimensionamento o una sconfitta, bensì come un’opportunità per ritrovare serenità , continuità e un ruolo centrale all’interno di un ambiente familiare. Questa decisione si è rivelata fondamentale per rilanciare le sue prestazioni in Serie D, ponendo le basi per le successive chiamate di club prestigiosi come la Reggina.
“Dopo l’esperienza con la Turris non volevo scendere di categoria, considerato che avevo collezionato nove presenze in Serie C e che diversi club mi stavano corteggiando. Puntavo a una squadra specifica, ma la trattativa purtroppo non si è concretizzata. A quel punto sono tornato a Ischia, la squadra della mia città e della mia isola, per giocare in Serie D
La chiamata amaranto e la decisione
Queste parole rivelano come nel calcio il peso della maglia e la reputazione di una piazza storica possano prevalere su questione tattiche o di classifica.
Francesco Desiato descrive un momento cruciale del suo percorso di fronte a diverse opzioni sul tavolo, alcune delle quali apparentemente più comode o favorevoli dal punto di vista della posizione in graduatoria, la scelta della Reggina è stata guidata dall’ambizione e dalla passione. Per un calciatore, vestire una maglia blasonata come quella amaranto rappresenta una sfida stimolante e un’opportunità di crescita professionale senza pari.
La sua decisione “senza esitazione” testimonia quanto il fascino di piazze calorose e ricche di storia continui ad esercitare una forte attrattiva nei dilettanti, dimostrando che l’impatto emotivo e l’importanza del contesto di pubblico sanno superare ogni altra valutazione di breve termine.
“In seguito è arrivata la chiamata della Reggina, insieme a quelle di altre società di Serie D che in quel momento occupavano una posizione di classifica migliore rispetto agli amaranto. Nonostante ciò, ho scelto la Reggina senza esitazione per la sua storia, per il blasone e per l’importanza di una piazza così gloriosa.”
Il bilancio positivo dell’esperienza a Reggio Calabria
Questo passaggio evidenzia la maturità di Francesco Desiato nel tracciare un bilancio sereno della sua parentesi in maglia amaranto, distinguendo il risultato sportivo dall’esperienza umana e ambientale.
Nel calcio, quando il risultato del campo non coincide con le aspettative della piazza o con gli obiettivi prestabiliti, il clima rischia spesso di appesantirsi. Tuttavia, il ricordo del difensore è nitido e colmo di gratitudine: l’impatto con la città di Reggio Calabria e il legame instaurato con la tifoseria hanno prevalso sulle amarezze legate all’esito del campionato.
L’espressione “sono stato da dio” testimonia quanto il calore, il sostegno incondizionato e l’ospitalità della gente reggina abbiano lasciato un segno profondo nell’atleta, dimostrando come il valore umano di un percorso possa rimanere gratificante e indelebile anche al di là dei soli verdetti numerici del campo.
“È stato un anno bellissimo. Anche se non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo finale che ci eravamo prefissati, dal punto di vista personale e ambientale sono stato da dio. L’accoglienza dei tifosi e l’affetto della città sono stati straordinari.”
le parole di Francesco Desiato confermano l’indiscusso valore di piazze storiche come quella di Reggio Calabria, capaci di esercitare un fascino unico sui calciatori a prescindere dalla categoria o dalle dinamiche momentanee di classifica. L’intervista evidenzia l’attaccamento e il rispetto che il difensore nutre per i colori amaranto e per la tifoseria reggina, dimostrando come l’impatto emotivo e il calore dell’ambiente abbiano lasciato un segno profondo nell’attuale centrale del Gela: un legame indissolubile che va ben oltre i Novanta Minuti e i meri risultati di un campionato.