Foto credit: Valentina Giannettoni
Sono Vincenzo Idone, allenatore di calcio UEFA C, e per Pianeta Reggina analizziamo questa sfida dal punto di vista tecnico-tattico.
Quando si analizza una gara con la qualifica da allenatore, l’errore più grande è fermarsi alla cronaca o alla superficie del risultato. Il calcio giocato è una continua partita a scacchi fatta di posizionamenti, letture degli spazi, principi di gioco e gestione dei momenti. Proprio la gestione dei momenti decisivi è stata un fattore fondamentale nella gara contro la Nuova Igea Virtus, trasformandosi in un prezioso punto di vantaggio per la squadra di casa.
La vittoria per 2-0 della Reggina ha offerto spunti di tattica interessanti, dimostrando come le letture di mister Marchionni e i difetti strutturali della linea difensiva di Ferraro abbiano orientato l’esito della sfida del Granillo
Il confronto tra i moduli e l’evoluzione della partita dal 1° al 2° tempo
La partita è vissuta sul confronto tra il 3-5-2 della Reggina e il 4-3-1-2 della Nuova Igea Virtus. Fin dai primi minuti, l’Igea si è presentata con un baricentro altissimo, una squadra corta e aggressiva con l’obiettivo di schiacciare gli amaranto e palleggiare nella metà campo avversaria. Di contro, Marchionni ha impostato una gara d’attesa e ripartenza rapida, accettando un baricentro più basso per chiudere le linee interne e attaccare immediatamente la profondità. La chiave voluta dal mister amaranto è stata quella di posizionare le due punte, Jallow e Magrassi, sistematicamente sul filo del fuorigioco. Una mossa pensata proprio per spiazzare e mettere in crisi la linea difensiva alta di Ferraro.
È qui che emergono le grandi difficoltà dell’Igea Virtus la squadra siciliana soffre tantissimo dietro non per limiti individuali dei singoli, ma per un mal posizionamento schematico legato alla rigidità della linea. Anziché accorciare e seguire l’uomo, la difesa tende a muoversi piattamente in blocco. Se uno dei due centrali non rompe la linea alzandosi per prendere l’uomo o per coprire il taglio, si crea una voragine. Questo ha permesso alla Reggina di inserirsi con frequenza e mettere costantemente in affanno gli avversari.
Nel secondo tempo, la Reggina ha fatto valere la superiorità del proprio schieramento e la gestione dei momenti decisivi. Mantenendo grande ampiezza con i quinti e densità in mezzo al campo, il 3-5-2 amaranto ha progressivamente preso il controllo delle seconde palle di fronte a un’Igea stanca e non più in grado di accorciare con gli stessi tempi del primo tempo. I cambi di Marchionni hanno poi spaccato la partita gli ingressi di Rossetti, Specker e Alma hanno portato la freschezza necessaria per punire le lacune difensive avversarie.
Analisi degli Episodi: La Moviola spiegata da un punto di vista di un’allenatore
L’episodio che sblocca il match al 77′ cross di Rotulo, colpo di testa di Magrassi finito sulla traversa e tap-in vincente di Toscano è la fotografia perfetta dei limiti difensivi dell’Igea Virtus.
Come si nota chiaramente, la difesa si trova completamente statica a presidiare il primo palo. Questo atteggiamento evidenzia l’errore di un’impostazione basata su una zona rigida, orientata unicamente sullo spazio anziché sull’uomo. Piovano resta piantato sulla linea di porta a coprire il palo, mentre attorno a lui gli attaccanti amaranto si muovono liberamente, senza alcuna marcatura “corpo a corpo”.
Il paradosso tattico è totale oltre a lasciare libera la zona centrale, consentendo a Toscano di andare a segnare a porta vuota, il difensore numero 6, rimanendo così schiacciato sul palo, finisce per sanare la posizione e tenere in gioco l’esterno amaranto al momento del colpo di testa di Magrassi. Se la difesa avesse lavorato a uomo o fosse salita spezzando la linea, questo gol non si sarebbe mai preso.
Il Gol Annullato a Cicerello
Anche sul fronte opposto c’è stato un episodio controverso la rete annullata all’Igea Virtus per fuorigioco su sponda per Cicerello. Si è trattato di una chiamata estremamente dubbia e millimetrica da parte dell’assistente. Nel momento della sponda, l’inserimento dell’attaccante avversario era avvenuto proprio con la volontà di spiazzare la difesa amaranto, ma la decisione arbitrale ha premiato la salita della retroguardia di casa.
Il Gol di Alma (2-0): Errore della Linea e la Regola sulla Rimessa Laterale
Al 93′ arriva il raddoppio definitivo firmato da Giuliano Alma, in un’azione che rappresenta una vera lezione di tattica applicata e un plauso “chapeau” al lavoro dello staff tecnico della Reggina, abile nello sfruttare le palle inattive proprio come in occasione del primo gol di Toscano. Specker batte una rimessa laterale lunghissima direttamente in area, “stile calcio d’angolo”, per sfruttare una norma cardine del gioco del calcio sulla battuta della rimessa laterale il fuorigioco non esiste per regolamento. Non importa se l’attaccante si trova oltre l’ultimo difensore al momento del fallo di rimessa, poiché l’offside non può mai essere punito.
Oggi le rimesse lunghe sono un’arma strategica utilizzata con frequenza anche nei massimi campionati, dalla Serie A al calcio internazionale, proprio per scardinare le linee difensive avversarie senza il rischio del fuorigioco. La difesa dell’Igea commette qui un grave errore concettuale, facendosi cogliere impreparata e lasciando uno spazio d’inserimento enormemente largo tra il centrale e il terzino. Alma è bravissimo a leggere la traiettoria e a dettare il passaggio, infilandosi con i tempi giusti nel corridoio spalancato dalla retroguardia avversaria prima di trafiggere il portiere Creuso e chiudere definitivamente i giochi al Granillo.