foto di Valentina Giannettoni
Nel calcio moderno, la differenza tra una gestione improvvisata e una programmazione di alto livello si misura nella competenza della dirigenza. Quest’anno la Reggina può fare affidamento su una struttura tecnica ed esecutiva solida, guidata da figure di grande esperienza tra direzione generale e sportiva, con un passato importante anche in Serie A e una profonda conoscenza delle dinamiche.
Una dimostrazione concreta di questa maturità gestionale si sta vedendo proprio nelle ultime ore con la gestione del caso legato al difensore Domenico Girasole. Il calciatore ha espresso la volontà di essere ceduto per accasarsi in Serie C, ma la posizione della società amaranto è stata chiara e perentoria: allo stato attuale Domenico non parte. A differenza di quanto accaduto nelle passate stagioni, quando la rosa veniva depotenziata senza la tempestiva intesa per i dovuti rimpiazzi, la nuova dirigenza ha stabilito un principio fermo, ovvero che nessuna uscita verrà avallata prima dell’arrivo di un sostituto all’altezza.
La scelta del club non è una ripicca verso il giocatore, ma risponde a una precisa analisi numerica e tattica del reparto arretrato. Attualmente il pacchetto dei difensori centrali conta sette elementi, suddivisi in quattro under e tre over. Con un assetto tattico che prevede l’impiego contemporaneo di due centrali over e un under, la partenza di Domenico — sommata ai recenti problemi fisici che hanno fermato Baldan — lascerebbe il solo Lancini come unico difensore centrale over a disposizione.
In uno scenario del genere, un ulteriore intoppo fisico o una squalifica a carico di Lancini condannerebbe la squadra all’emergenza. Anche con l’inserimento di giovani di ottima prospettiva come Rosario, classe 2006 e dunque under, verrebbe a mancare quel profilo di esperienza necessario in panchina per gestire i momenti cruciali dei match.
In vista delle prossime due sfide ravvicinate di campionato, la Reggina ha scelto di non correre rischi inutili. Avere una rosa numericamente e qualitativamente lunga non è un lusso, ma una necessità per far fronte agli imprevisti. La linea tracciata dalla società riconosce le ambizioni di Domenico, ma mette al primo posto la tutela della squadra e la continuità dei risultati, dimostrando che la strada della serietà e della programmazione è ormai stata intrapresa con decisione.