Foto credit: Valentina Giannettoni
Ospite della trasmissione “Momenti Amaranto” su Videotouring, Rosario Girasole ha mostrato ancora una volta quella maturità che lo contraddistingue dentro e fuori dal campo. Descritto da mister Marchionni come un vero e proprio “giovane con la maturità di un senatore”, il difensore si esprime già con l’autorevolezza di un veterano, forte dell’esperienza maturata e del profondo senso di appartenenza ai colori amaranto.
Un attaccamento sottolineato anche da Edoardo Lancini, che lo ha indicato come un punto di riferimento fondamentale per trasmettere ai nuovi arrivati e a chi viene da fuori cosa significhi indossare la maglia della Reggina e difenderla con orgoglio
Durante l’intervento, il calciatore della Reggina ha ripercorso la prestazione di Caltanissetta, sottolineando gli aspetti tattici e la grande tenuta mentale del gruppo amaranto.
Dominio nel primo tempo, tenuta mentale e la reazione di Lancini
L’analisi di Girasole traccia con lucidità le due fasi chiave della partita. Il primo tempo ha evidenziato la superiorità sul piano del gioco e delle occasioni create, dove l’unico vero rammarico è stato non chiudere la gara con un margine più ampio. L’episodio che ha riaperto i giochi poteva trasformarsi in un contraccolpo psicologico rischioso, ma la risposta del collettivo sostenuta dall’esperienza e dalla leadership di Edoardo Lancini ha fatto la differenza. Saper contenere il ritmo di gioco dell’avversario e gestire la sofferenza senza concedere palle gol nitide dimostra una grande maturità. In un campionato complesso come la Serie D, vittorie di questo peso specifico sono fondamentali non solo per i tre punti, ma per ritrovare certezze, morale e consapevolezza nei propri mezzi dopo un momento di flessione.
“Sì, sicuramente è stata una partita nel primo tempo dominata. Abbiamo avuto tante occasioni, potevamo fare comunque più gol. Poi c’è stato quell’errore singolo, loro hanno provato a rientrare in gara, ma va sottolineata la capacità di reazione che ha avuto intanto Lancini e poi tutta la squadra. Parliamo di un calciatore di grandissima esperienza. Non era facile gestire quella seconda parte di gara, avendo dato vita ad una squadra che sembrava morta dopo il doppio colpo subìto, noi in alcuni momenti siamo stati capaci anche di soffrire, pur senza mai subire occasioni importanti. Certo che conta l’aspetto mentale e anche molto, infatti noi siamo stati secondo me bravi in questo. Vittorie così ti restituiscono morale, dopo quelle due partite in cui non siamo stati bravi a esprimerci al meglio e soprattutto ai nostri livelli”
Gli elogi ad Abonckelet, la giocata per Magrassi e la perfezione dei primi 45′
Nelle sue parole emerge una lettura tattica estremamente lucida e matura della partita. Girasole accende i riflettori sull’importanza dei dettagli e dei tempi di gioco la giocata di prima intenzione di Abonckelet sull’azione del raddoppio è l’esempio perfetto di come la rapidità di pensiero possa scardinare un assetto difensivo avversario prima che riesca a riorganizzarsi.
L’analisi si sposta poi sul sistema di gioco e sull’atteggiamento collettivo. La scelta di aggredire l’avversario a tutto campo, con un pressing uomo a uomo coordinato a partire dagli attaccanti primi difensori della squadra, rappresenta la chiave tattica che ha consentito di dominare la frazione d’apertura. Infine, con pragmatico senso della realtà, il difensore spiega il fisiologico calo della ripresa mantenere ritmi forsennati per novanta minuti è pressoché impossibile, ed è naturale che la spinta emotiva della Nissa dopo la rete abbia creato qualche grattacapo. Tuttavia, la perfezione tattica e d’intensità espressa nei primi 47 minuti rappresenta il vero modello a cui la Reggina deve aspirare per il prosieguo del campionato.
“Abonckelet oltre al gol, dentro l’area si fa trovare sempre pronto, è una sua caratteristica. Poi ha fatto secondo me una gran giocata sul secondo gol, se sbaglia il tempo, magari fa uno stop e poi fa il passaggio, la difesa si può rischierare tranquillamente, mentre calciando di prima ha servito perfettamente Magrassi che davanti al portiere ha raddoppiato. Tutto nasce secondo me da una pressione fatta bene, giocando così e andando a prendere l’altra squadra uomo a uomo, con gli attaccanti che fanno un grande lavoro come primi difensori, vengono fuori i gol che abbiamo visto contro la Nissa. Chi capisce di calcio, comprende che nel secondo tempo, insieme alle motivazioni ritrovate dagli avversari per quel gol nel finale, si è concesso qualcosa perché è impensabile fare novanta minuti a quei ritmi, ma i primi quarantasette sono stati perfetti, in fase di possesso e non”