Foto Credit: Valentina Giannettoni
La Serie D non ti regala niente, figuriamoci se ti fa sconti a Reggio Calabria. Qui la maglia pesa, la piazza morde se non sudi e le chiacchiere da bar lasciano il tempo che trovano quando l’arbitro fischia l’inizio. D’altronde, Reggio ha una storia speciale con i predestinati: in riva allo Stretto sono passati e si sono consacrati giovanissimi talenti che avrebbero poi scritto pagine memorabili del nostro calcio, da Andrea Pirlo a Giovanni Di Lorenzo, passando per Francesco Acerbi.
Filippo Toscano: il baby talento classe 2008 che conquista la corsia mancina
Oggi sta nascendo un nuovo talento che sta dimostrando di avere la personalità di un veterano e la tecnica di un giocatore forte: il suo nome è Filippo Toscano. Arrivato in punta di piedi in prestito dal Genoa, il giovane esterno ci ha messo pochissimo a prendersi la scena, trasformandosi subito in un fattore imprescindibile sulla corsia mancina amaranto.
Non è solo questione di corsa o di una spinta costante che infiamma il binario; è la sfrontatezza con cui questo ragazzo ha impattato una piazza caldissima, dimostrando di avere la stoffa del predestinato. Statistiche alla mano, il classe 2008 si sta confermando come uno dei migliori under della categoria, impreziosendo le sue prestazioni con 1 gol e 2 assist.
Ma a fare la differenza è soprattutto la sua umiltà, quella che lo porterà lontano e che è emersa chiaramente nelle parole pronunciate in conferenza stampa, con un elogio sincero alla squadra:
“Sono molto contento di questa esperienza, ma devo tutto ai miei compagni ‘over'”.
Mady Abonckelet: sostanza, gol e leadership al centro del campo
E se Toscano ha saputo accendere la fascia in questo avvio di stagione, c’è un altro nome che, partita dopo partita, sta diventando sempre più difficile lasciare sullo sfondo. È quello di Mady Abonckelet, arrivato a Reggio dopo un percorso costruito tra esperienza, promozioni e categorie diverse, e capace fin dalle prime uscite di prendersi il proprio spazio al centro del campo.
Abonckelet dà l’impressione di essere un centrocampista che non ha bisogno di forzare le proprie giocate per incidere. Lo fa con una presenza costante, con la capacità di accompagnare l’azione e soprattutto con quella concretezza che lo porta spesso a trovarsi nel posto giusto. Ed è proprio questa combinazione a renderlo una delle figure più interessanti di questo avvio di stagione.
I numeri di Abonckelet: gol e continuità
I numeri, intanto, hanno già iniziato a raccontare qualcosa di importante: 5 gol in stagione, tre dei quali arrivati nelle prime quattro giornate di campionato, a cui si aggiunge la doppietta realizzata in Coppa Italia. Un rendimento offensivo che sorprende fino a un certo punto, perché Abonckelet ha mostrato fin dall’inizio una naturale propensione a inserirsi e ad arrivare alla conclusione.
La trasferta di Lamezia ha semplicemente dato ulteriore sostanza a questa impressione: in una gara complicata dalle condizioni del campo, Abonckelet ha trovato il modo di incidere ancora, confermando una presenza che non sembra dipendere dalla facilità della partita o dal contesto. È questa capacità di adattarsi e restare protagonista a rendere particolarmente interessante il suo avvio.
Il suo valore, però, non sta soltanto nella facilità con cui sta trovando la porta. C’è anche una dimensione più silenziosa del suo rendimento, quella legata al lavoro e alla disponibilità con cui interpreta il ruolo. Ed è forse proprio qui che si trova la chiave per leggere questi primi mesi: i gol attirano l’attenzione, ma è la continuità delle prestazioni a dare loro un peso diverso.
La Reggina non promette più: la squadra risponde sul campo
Toscano e Abonckelet stanno raccontando due facce diverse della stessa storia. Due giocatori differenti per caratteristiche e percorso, ma accomunati dalla capacità di trasformare le opportunità in qualcosa di concreto. Ed è forse questo il segnale più forte arrivato da queste prime giornate: la Reggina non sta più soltanto promettendo. Sta iniziando a dare risposte.