Diciamoci la verità, senza giri di parole: la Reggina con la Serie D non c’entra assolutamente nulla. La nostra storia, la nostra città e la nostra tifoseria meritano palcoscenici completamente diversi. Abbiamo ingoiato troppi bocconi amari negli ultimi anni, ma adesso la pazienza è finita.
Prima c’è stato il periodo con Rizzetta, e oggi si apre una nuova pagina. Ma una cosa deve essere chiara a tutti, alla vecchia come alla nuova proprietà: gli alibi sono finiti, per tutti.
Non vogliamo più sentire scuse sulla sfortuna, sul tempo che manca o sui progetti a lungo termine. Chi si siede sulla cattedra del comando a Reggio Calabria deve sapere fin dal primo giorno che l’unico obiettivo accettabile è vincere e scappare da questa categoria. Non si può più scherzare con la passione della gente.
La Reggina non può e non deve passare altri anni nel dilettantismo. Lo dobbiamo alla nostra dignità, ai chilometri macinati dai tifosi e a una maglia che pesa più di tutte le altre in questo campionato.
Le chiacchiere stanno a zero. Chiunque guidi la società, ora deve dimostrare con i fatti di voler riportare la Reggina dove le compete.