È una situazione classica di “impasse burocratica” nel mondo del calcio italiano: un verdetto che, pur sembrando una sconfitta per la Reggina, in realtà sposta semplicemente il campo di battaglia.
Il Tribunale Federale Nazionale (TFN) non ha detto che il Messina è in regola, ma ha essenzialmente tirato le orecchie ai legali della società amaranto per non aver seguito il “protocollo” procedurale.
Perché il ricorso è “inammissibile”?
Il tribunale ha rilevato che la Reggina ha puntato al bersaglio senza però citare in giudizio tutti gli attori coinvolti. In termini tecnici, manca l’integrità del contraddittorio:
- Soggetti esclusi: Non sono stati chiamati in causa il Dipartimento Interregionale (che gestisce la Serie D) né le altre squadre del girone I.
- Atti non impugnati: Non è stata contestata formalmente l’ammissione stessa del Messina al campionato, il che rende il ricorso “zoppo” dal punto di vista amministrativo.
La finestra del 12 Maggio
Nonostante il “no” alla sospensione del campionato (che permette ai tornei di procedere regolarmente per ora), il TFN ha lasciato una porta aperta:
- Entro il 6 maggio: La Reggina deve “notificare” il ricorso a tutte le altre società del girone.
- Il 12 maggio: Sarà la data della verità. Solo se i vizi formali saranno sanati, il Tribunale leggerà le carte ed entrerà nel merito.