Rottura totale e sassolini dalle scarpe. Alfio Torrisi, ormai ex allenatore della Reggina, ha scelto i microfoni di Cuore Amaranto su Radio Febea per tracciare il bilancio finale della stagione, lanciando pesanti siluri verso la gestione societaria. Il tecnico ha puntato il dito contro la proprietĂ , parlando apertamente di promesse non mantenute e di un mercato mai decollato, pur rivendicando con forza l’ottimo lavoro svolto sul campo insieme alla squadra.
L’attacco alla societĂ : “Mancato il confronto”
“Il patron Ballarino ha sempre privilegiato la sostenibilitĂ economica della societĂ ”, ha esordito Torrisi senza troppi giri di parole. “Mi sarei aspettato almeno un confronto per capire quali fossero le reali necessitĂ della squadra. Al momento della firma avevo ricevuto determinate garanzie, ribadite anche nel corso della stagione al raggiungimento di specifici obiettivi, ma poi non si è concretizzato nulla. Avrei anche potuto fare un passo indietro e provocare una rottura anticipata, ma sarebbe stato un tradimento nei confronti della cittĂ e dei tifosi”.
Il tecnico si è sentito abbandonato soprattutto sul fronte del mercato riparatore, dove erano giĂ stati individuati i profili giusti per il salto di qualitĂ : “Mi sono sentito tradito perchĂ© gli impegni presi nei miei confronti sono stati disattesi. Avevamo giĂ bloccato tre rinforzi – un centrocampista, un trequartista e un attaccante – subordinati alle necessarie uscite, ma quelle operazioni non sono mai state portate a termine dalla societĂ . Per fare meglio servivano interventi e risorse che non sono mai arrivati”. Parole al miele, invece, per il direttore sportivo: “Bonanno mi è stato vicino ogni giorno e, con la sua esperienza, ha contribuito a mantenere unito l’ambiente nei momenti piĂą difficili”.
I numeri della stagione: “Nessuno ha fatto meglio di noi”
Torrisi ha poi analizzato il cammino in campionato, respingendo con decisione l’etichetta di “fallimento” sbandierata da una parte della critica: “La sconfitta con l’Acireale ha inciso pesantemente sul nostro percorso. Anch’io ho le mie responsabilitĂ , ma evidentemente non era scritto che la Reggina vincesse il campionato. Abbiamo pagato il rendimento delle prime otto giornate, comprese le mie iniziali quattro partite in panchina. I numeri, però, restano oggettivi e insindacabili: dalla nona giornata, quando ho assunto stabilmente la guida, nessuno ha ottenuto risultati migliori della Reggina. Siamo stati la squadra che ha raccolto piĂą punti in assoluto e abbiamo chiuso con la seconda miglior difesa del torneo”.
L’ex tecnico ha voluto sottolineare anche l’inversione di tendenza nei big match: “Non è corretto ridurre un’intera stagione a una singola partita persa. La rimonta costruita insieme ai ragazzi merita di essere valorizzata. Inoltre, dopo due anni in cui la Reggina non era mai riuscita a vincere uno scontro diretto, quest’anno ce l’abbiamo fatta. Se poi qualcuno preferisce raccontare una versione diversa dei fatti per convenienza, è libero di farlo”.
L’appello finale: “Ognuno si assuma le sue responsabilitĂ ”
In chiusura, Torrisi ha spiegato i motivi per cui ha deciso di non rassegnare le dimissioni prima del tempo, chiedendo un esame di coscienza collettivo a tutto l’ambiente amaranto: “Dimettermi non avrebbe portato alcun beneficio nĂ© alla squadra nĂ© alla societĂ . Ho lottato fino all’ultimo giorno, anche per tutelare i calciatori. Sotto il profilo sportivo il nostro è stato un percorso di assoluto valore, per questo credo sia arrivato il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilitĂ . Chi ha commesso degli errori gestionali dovrebbe riconoscerli, invece di scaricare tutto sul sottoscritto. Se ci sono state evidenti difficoltĂ nei primi mesi della stagione, non è affatto giusto attribuire esclusivamente a Torrisi le colpe di tutto l’anno”.
Foto Credit: Reggina1914