Foto credit: Il Reggino
L’ex Club Manager amaranto, Antonio Cormaci, ospite della trasmissione Zona Amaranto in onda su CityNow, si è soffermato sul tema cruciale dei calciatori Under e sulla forza societaria della Reggina nel dialogare con le grandi squadre per attrarre profili di spessore.
Il peso dei giovani in rosa, il fattore Lotito e le ambizioni della Reggina nella visione dell’ex club manager amaranto.
Le dichiarazioni di Antonio Cormaci mettono in luce un aspetto fondamentale per la competitività in categorie complesse come la Serie D: la qualità degli Under fa la differenza. In tale realtà dilettantistica, poter contare su una proprietà forte, radicata nel calcio professionistico e dotata di una vasta conoscenza del panorama calcistico nazionale rappresenta un vantaggio strategico formidabile. La capacità di dialogare con le grandi società per ottenere in prestito profili di prospettiva agevola notevolmente la programmazione e offre alla squadra un’arma in più, soprattutto in vista di un ciclo di partite particolarmente ravvicinate e decisive per la stagione.
“Gli Under forti? Oggi qui c’è una differenza importante ed è inutile negarlo. La proprietà della Reggina ha un presidente importante come Claudio Lotito che fa calcio in serie A da 25 anni, e sicuramente quando bussa alla porta delle grandi squadre per avere in prestito degli under di prospettiva e che hanno bisogno di fare esperienza in categorie per formarsi come può essere la categoria della Serie D, gli vengono dati con più facilità, perché comunque sia fai parliamo sempre di una proprietà con una società in Serie A.”
Un’attestazione di stima e di concretezza che conferma quanto la programmazione societaria, unita all’esperienza maturata nei palcoscenici più importanti, possa fare la differenza nella delicata gestione di una stagione in cui la Reggina è chiamata a essere la “Protagonista”
Il punto sulle prossime quattro sfide: punti di forza, debolezze delle rivali e la strategia della Reggina nella visione di Antonio Cormaci
L’analisi di Antonio Cormaci delinea con precisione la fase decisiva che attende la Reggina. Esaminare avversarie di spessore come Nuova Igea Virtus, Trapani e Vibonese permette di individuare non solo le insidie tattiche, ma anche i punti vulnerabili su cui la squadra amaranto può capitalizzare. Un blocco di partite determinante per misurare le ambizioni stagionali del club
“Io credo che affrontiamo le quattro squadre che comunque sia all’inizio del campionato, a detta di tutti, erano quelle indicate dopo la Reggina a stare nella parte alta della classifica. La Nuova Igea Virtus è allenata da Ferraro, lo scorso anno all’Athletic Palermo, ha un gioco molto offensivo, però concede tanto. Quindi per una squadra come la nostra che oggi in maniera offensiva sta pungendo e sta facendo male, ci sono le armi per poterli colpire. Poi andiamo a Trapani, società che oggi vive una situazione assolutamente complessa da un punto di vista dirigenziale, presidenziale e di risultati, ma una compagine di livello e con elementi di categoria, forse non attrezzata per un campionato di vertice. E poi quello che io vedo come uno scoglio difficile e dove si deve stare molto attenti, la Vibonese. Ha fatto degli acquisti mirati, è allenata bene da mister Marra che l’anno scorso ha fatto quel campionato strepitoso con l’Igea Virtus a Barcellona”