In conferenza stampa, alla vigilia della trasferta contro il CastrumFavara, mister Marco Marchionni ha fatto il punto completo della situazione in casa Reggina. Tra dinamiche di mercato, condizione della rosa, scelte tattiche e la consapevolezza del secondo posto momentaneo, l’allenatore ha tracciato la strada per un trittico di gare decisivo, animato dalla grande voglia di riprendersi la vetta della classifica.
Il caso Girasole in ottica calciomercato
Marchionni traccia un solco netto ed inequivocabile tra la quotidianità dello spogliatoio e le dinamiche societarie legate al calciomercato. Con parole chiare ed un piglio estremamente pratico, l’allenatore sceglie di blindare il gruppo alla vigilia di una trasferta insidiosa, escludendo a priori qualsiasi potenziale elemento di distrazione.
Dichiarando apertamente che il difensore non rientra più tra le risorse a sua disposizione per il campo, il tecnico amaranto scarica ogni responsabilità gestionale e burocratica sulla dirigenza, mantenendo la concentrazione focalizzata solo sul terreno di gioco.
“Caso Girasole? Se ne deve occupare la società , parlo dei ragazzi che ho a disposizione, lui non lo è.Io credo che queste cose le debba trattare la società . Io parlo della partita e delle persone che alleno, per il resto credo sia giusto che parli il club.”
L’obbligo del risultato, e la caccia alla vetta
Marchionni non usa mezza misura e fissa un asticella altissima per tutto l’ambiente la Reggina non deve semplicemente partecipare o inseguire, ha l’obbligo morale e sportivo di conquistare il campionato. Il passaggio dal primo al secondo posto non viene vissuto con drammaticità o senso di rivalsa cieca, ma come uno stimolo feroce per riprendersi immediatamente la leadership del girone.
Il mister affronta anche con grande maturità il tema della pressione personale consapevole che nel calcio la figura dell’allenatore è costantemente nell’occhio del ciclone, sposta il focus dai giudizi esterni alle risposte concrete che il campo deve fornire. La vittoria di Caltanissetta contro la Nissa ha spazzato via le scorie dei punti persi per strada, restituendo serenità e consapevolezza; tuttavia, il tecnico alza subito la guardia premendo sul tasto della continuità . Il trittico di gare alle porte a partire dalla sfida di Favara viene indicato come il vero spartiacque della stagione, dove servono fame, determinazione e la certezza che per vincere i campionati non sono ammessi passaggi a vuoto.
“Sulle prossime partite: abbiamo l’obbligo di fare una bella partita, la Reggina ha il dovere di vincere il campionato. Per la prima volta ci vediamo secondi, ma secondo me queste tre gare sono fondamentali. Più che rivalsa la voglia è di riprenderci la vetta: la Reggina ha l’obbligo di vincere e tutto passa da domani. Noi allenatori siamo sempre in discussione, ma contano le risposte che si danno. C’era dispiacere per i risultati che non sono arrivati; con la vittoria è tornata una certa serenità ed è arrivata quella fiducia che serviva, ma adesso le prossime tre partite possono essere ancora più importanti della gara di Caltanissetta”
L’attacco e la gestione della rosa: Reis, Magrassi e le soluzioni offensive
Marchionni esalta la ricchezza tattica e l’eclettismo del suo reparto avanzato. L’analisi del duo Reis-Magrassi evidenzia una perfetta sintonia di caratteristiche la capacità di Magrassi di allungare le difese avversarie attaccando lo spazio in profondità si sposa idealmente con il lavoro di raccordo e cucitura del gioco svolto da Reis. Tuttavia, il mister ci tiene a precisare che non esistono coppie fisse o schemi rigidi; l’abbondanza di opzioni che comprende anche Alma, Guida e Jallow e l’intelligenza tattica di elementi in grado di interpretare più ruoli a centrocampo offrono alla Reggina una varietà di soluzioni fondamentale per scardinare qualsiasi tipo di difesa.
“Reis e Magrassi sono due calciatori completi e complementari: Andrea attacca bene la profondità , Reis sa raccordare il gioco. Possono giocare bene insieme, ma possono farlo anche con altri. Ho un reparto ben composto e una squadra strutturata bene con caratteristiche diverse che possono essere molto utili. Federico è un giocatore talmente intelligente che ti può dare soluzioni diverse e può giocare anche come interno di centrocampo.”
Infermeria, il fattore Under e l’incognita del campo sintetico
Nessun vittimismo di fronte alle defezioni e alle insidie ambientali. Il messaggio del tecnico è improntato alla massima coesione: le assenze per infortunio non devono mai trasformarsi in una scusante, ma in un’opportunità per chi viene chiamato in causa di dimostrare il proprio valore a beneficio del collettivo. Allo stesso tempo, Marchionni richiama l’attenzione sul peso specifico dei giovani di lega (Under) e sugli equilibri che essi impongono nella costruzione dell’undici titolare. Anche l’impatto con il terreno sintetico di Favara viene affrontato con mentalità vincente: la superficie di gioco non deve condizionare la prestazione, ma trasformarsi in una molla motivazionale per conquistare l’intera posta in palio.
“Per gli infortunati Palmieri, Fazio, Pellicanò, il dispiacere c’è perché non averli fa perdere alcune alchimie, ma l’alibi non deve mai essere il giocatore infortunato: chi scende in campo deve fare il meglio per la squadra. Fazio ha fatto una buona gara mantenendo la posizione e dando una mano alla difesa e al centrocampo. Baldan lo abbiamo recuperato. In Serie D la gestione degli Under conta tanto per la struttura con Rosario Girasole, Baldan e Lancini. Le difficoltà con il campo? Il sintetico di domani non deve essere un alibi, ma deve darci qualcosa in più per interpretare la gara nel migliore dei modi.”
Pressione, personalità ed esame CastrumFavara
Un richiamo fermo ed autorevole al carattere necessario per vestire la maglia amaranto. Marchionni spegne sul nascere ogni voce di malumore interno, ricordando che la concorrenza spietata ed il peso delle aspettative fanno parte del pacchetto per chi decide di giocare in una piazza blasonata come Reggio Calabria. Guardando all’avversario, il mister non sottovaluta il CastrumFavara, descrivendolo come una compagine giovane, dinamica ed in grado di esaltarsi nelle avversità (come dimostrato nella recente vittoria in rimonta sull’Igea Virtus). Per evitare brutte sorprese, l’ordine di scuderia è chiaro: prendere in mano il pallino del gioco fin dal fischio d’inizio e determinare l’andamento del match con aggressività e personalità .
“Mal di pancia nello spogliatoio? Sinceramente no. Sai benissimo che quando scegli una squadra come la Reggina ci sono tanti giocatori bravi che si devono guadagnare il posto ogni giorno. Se non sei in grado di reggere la pressione non puoi giocare nelle grandi squadre; per gli Under vado molto a sensazione. Il CastrumFavara è una squadra composta da giovani che corre e mette in difficoltà gli avversari: con l’Igea erano sotto e sono stati capaci di ribaltare la gara. Noi dobbiamo determinare la partita fin dal primo minuto, senza aspettarli per non metterci da soli in difficoltà .”