SSC Bari 2025/2026: Una Caduta Senza Fine nel Buio della Serie B
La stagione 2025/2026 rimarrà scolpita nella memoria dei tifosi del Bari come una delle più travagliate e dolorose della storia recente. Quello che doveva essere l’anno del riscatto e del consolidamento, si è trasformato in un calvario sportivo e societario che ha portato i biancorossi a lottare disperatamente nei bassifondi della classifica, a un passo dal baratro della Serie C.
Un Progetto mai Decollato: Il Valzer delle Panchine
L’annata era iniziata con Fabio Caserta alla guida tecnica, ma i risultati stentavano ad arrivare. La crisi è precipitata in autunno, portando all’esonero dell’allenatore calabrese a fine novembre per far posto al ritorno di Vincenzo Vivarini. L’obiettivo era riaccendere la scintilla della stagione 2022/23, ma l’illusione è durata poco.
Il 19 gennaio 2026, dopo una serie di prestazioni imbarazzanti e con la squadra al penultimo posto, la società ha optato per una rivoluzione totale: esonerato Vivarini e sollevato dall’incarico anche il Direttore Sportivo Giuseppe Magalini. Una mossa disperata che ha testimoniato la totale mancanza di programmazione e la confusione tecnica regnante.
I Numeri di un Disastro:
A poche giornate dalla fine (aprile 2026), il ruolino di marcia è da incubo:
- Posizione: 17° posto, in piena zona play-out/retrocessione diretta.
- Sconfitte: Ben 18 in 36 partite (una media di una gara persa su due).
- Difesa Colabrodo: 58 gol subiti, con una differenza reti di -25, la peggiore del campionato insieme alle ultime della classe.
- Rendimento Interno: Il “San Nicola” è diventato terra di conquista per chiunque. Sconfitte pesanti come lo 0-3 contro il Venezia e lo 0-3 contro la Carrarese hanno minato definitivamente il morale del gruppo.
Mercato e Società: Un Rapporto Logoro
Il mercato di riparazione di gennaio 2026 ha visto movimenti frenetici ma poco incisivi. Se da un lato sono arrivati giovani come Daouda Traoré (dal Southampton) e il ritorno di Valerio Mantovani, dall’altro le partenze di giocatori come Castrovilli (direzione Cesena) e il rientro di Antonucci allo Spezia hanno indebolito la rosa.
Sullo sfondo, la gestione della famiglia De Laurentiis è finita costantemente sotto accusa. Con un bilancio in rosso (perdite cumulate per oltre 13 milioni) e le voci sempre più insistenti di una cessione del club entro il 2026 a realtà straniere, l’ambiente ha percepito un senso di smobilitazione e disinteresse che si è inevitabilmente riflesso sul campo.
Un Nostro Pensiero per la Piazza di Bari:
In questo scenario desolante, l’unica costante luminosa resta la Piazza di Bari. Vedere il San Nicola svuotarsi per la delusione o ribollire di rabbia è una ferita al cuore per chi ama il calcio. Bari non è solo una città, è una fede che merita rispetto, trasparenza e, soprattutto, una dignità sportiva che quest’anno è mancata totalmente.
Il tifoso barese ha dimostrato, anche nei momenti più bui (dalla Serie D alla risalita), una resilienza fuori dal comune. A questa gente non si può chiedere solo pazienza; si deve garantire un futuro che sia all’altezza della loro passione smisurata.


foto credit: ssc bari