Un passato da protagonista assoluto nei campi di Serie A e un presente da lettore attento e raffinato delle dinamiche del nostro calcio. David Di Michele non ha certo bisogno di presentazioni: classe, fantasia tra le linee e gol indimenticabili hanno fatto di lui uno degli attaccanti più iconici degli anni 2000.
Tra le tante maglie vestite in carriera, quella della Reggina ha sempre mantenuto un posto speciale nel suo cuore. Oggi che a Reggio Calabria si respira l’aria di un nuovo inizio — tra l’avvento della gestione Lotito e la guida tecnica affidata a Marco Marchionni.
In un’intervista esclusiva curata dal collega Andrea Baccellieri, Di Michele ha tracciato la rotta del nuovo corso amaranto, lasciandosi andare anche ai ricordi del passato e regalandoci una disamina senza peli sulla lingua sulla Serie A e sul panorama internazionale.
Di seguito vi riportiamo l’intervista integrale curata da Andrea Baccellieri.
L’intervista esclusiva a David di Michele
Reggina-Lotito, inizia il nuovo corso. Che ne pensa? Secondo lei è l’uomo giusto per ripartire dopo anni di fallimenti?
“Beh, con l’avvento di Lotito si spera che la Reggina possa tornare dove merita di stare. Sicuramente, tutti lo sappiamo, si può arrivare massimo in Serie B e poi non si potrà andare oltre. Se si lotterà per la Serie A bisognerà fare delle scelte. Dopo anni di fallimenti spero che Reggio Calabria possa festeggiare e masticare il calcio che più gli appartiene”.
Pensa che Marco Marchionni possa essere la persona giusta per far tornare la Reggina nel professionismo?
“Marco è un amico, a Ravenna e dovunque è andato ha fatto bene. Marchionni ha fatto sempre intravedere un calcio importante, è un ottimo allenatore e soprattutto un’ottima persona e questo Reggio Calabria lo apprezzerà. Lui fa un bel calcio, è intelligente, ha fame e fa giocare molto bene le squadre. In piazze come Reggio non è facile ma è abituato a lottare in piazze calde che vogliono vincere”.
Qual è un elemento che non può mai mancare per effettuare un salto di categoria?
“Non c’è qualcosa in particolare, bisogna essere tutti in sintonia dal Presidente al magazziniere. Bisogna remare tutti dalla stessa parte, sia nel bene sia nel male, soprattutto nel male quando tutto sembra più difficile”.
Guardando il campionato di Serie D che verrà: Secondo lei la Reggina troverà difficoltà o sarà una semplice formalità? Anche in relazione al mercato di altissimo livello che stanno facendo.
“Vincere è sempre difficile, questo è poco ma sicuro, soprattutto in Serie D. Poi quando si affronta la Reggina è come affrontare il Real Madrid, soprattutto chi la ospita perchè tende a dare il 101%. Vincere contro di loro vale triplo, pareggiare vale doppio ed una sconfitta è assolutamente contemplata. Penso che sarà un campionato difficilissimo, la componente fondamentale dev’essere la continuità”.
Lei giocò proprio a Reggio Calabria nel 2003-2004, cosa la spinse a tornare 12 anni dopo e cosa la spinse ad andare la prima volta?
“Ho giocato 2 anni a Reggio Calabria in Serie A e sono stato benissimo. Sono anni indimenticabili per me perchè è stata anche la squadra che mi ha consacrato in massima serie e mi ha fatto esplodere a livello tecnico, tattico e soprattutto umano e devo tantissimo a questa piazza. Dopo 12 anni sono tornato per questi motivi, perchè gli amaranto mi chiamarono in un momento di bisogno e non mi tirai indietro, non mi interessava la categoria, io volevo tornare a rivivere le emozioni di quella piazza. Il fallimento ci penalizzò però le emozioni che ho provato lì era magico, il ritorno infatti fu ancora più bello della prima volta che firmai per loro”
Che ne pensa della tifoseria amaranto? In un campionato dilettantistico può fare la differenza?
“Ma che dire? La tifoseria amaranto è da Champions League,è qualcosa di spettacolare. In Serie D è un lusso, con tutto il rispetto per la categoria ma l’ha dimostrato in questi anni, sono stati sempre presenti ovunque. Adesso toccherà a società, giocatori ed allenatore farsi trasportare dall’ondata amaranto. I tifosi stanno sempre dalla parte della Reggina, mai contro, e se lo sono è perchè le cose non vanno bene e si spera che con la nuova società si possa tornare a gioire”.
Una serie di domande sulla sua carriera: Gol più bello? Compagno con cui aveva un rapporto speciale ed un mister che porta nel cuore?
“Il gol più bello della mia carriera è stato Reggina-Milan, quello in mezza rovesciata. Compagno con cui ho un rapporto speciale? Giampiero Pinzi su tutti ma anche Guillermo Giacomazzi. Il mister che mi ha aiutato di più e che mi ha fatto crescere maggiormente è stato Luciano Spalletti, su questo non c’è ombra di dubbio”.
Serie A: Che differenze vede rispetto alla Serie A di 15/20 anni fa?
“E’ cambiata assolutamente, oggi la Serie A è molto più noiosa e lenta, non lo cambierei mai con il calcio che ho vissuto io, era tutt’altra cosa”.
Piccola curiosità: Chi vincerà il campionato di Serie A quest’anno? Chi sarà il capocannoniere? Come vede Lecce, Torino ed Udinese (facendo riferimento alle squadre in cui ha militato).
“L’Inter per me sarà sempre davanti a tutte ma occhio anche a Napoli, Milan, Roma e la Juve con una serie di acquisti giusti. Capocannoniere? Vedo solo Lautaro e Malen con delle possibilità. Il Lecce è sicuramente più indietro rispetto agli altri in quanto non ha fatto acquisti e questo non è di buon auspicio. Sicuramente bisogna comprare un centrocampista importante visto l’addio di un titolarissimo come Ramadani. Il Torino sicuramente è un’incognita visto l’arrivo di Ignazio Abate che non conosce la Serie A nonostante abbia fatto benissimo la cadetteria. Sicuramente bisognerà attenderli, non bisogna avere fretta. L’Udinese è quella più avvantaggiata perchè negli anni è migliorata tanto soprattutto grazie agli acquisti con Davis su tutti. Importante aver trattenuto Zaniolo nella speranza che tengano Kristensen e Solet che sono giocatori molto importanti”:
Se vuole spendere due parole sul West Ham che dovrà ripartire dalla difficilissima Championship. Le dispiace che siano retrocessi?
“E’ stato un fulmine a ciel sereno, non mi aspettavo mai che potessero scendere in Championship, la Premier era livellata la scorsa stagione e potevano tranquillamente salvarsi. La Championship sarà un inferno in quanto molte big faticano a tornare in massima serie inglese e per farlo bisogna investire nella maniera giusta. Mi auguro che possano tornare in Premier League il più velocemente possibile”.
Foto Credit:Strettoweb.com/ketty D’Atena