Foto Credit: Valentina Giannettoni
È entrato e ha segnato. Così, senza troppi giri di parole.
Domenico Girasole non era partito titolare, ma appena entrato in campo ha trovato subito il modo di lasciare il segno. Calcio d’angolo, inserimento e pallone in rete. Gli sono bastati pochi secondi per trasformare la sua occasione in una risposta concreta.
Ma il gol è soltanto l’ultimo capitolo di una storia che, per chi conosce il percorso di Domenico, racconta molto di più.
Classe 1997, difensore, è ormai uno dei volti riconoscibili della Reggina degli ultimi anni. Un calciatore che ha attraversato il percorso amaranto in Serie D, condividendo stagioni diverse, momenti complicati e una promozione inseguita, ma mai arrivata. Eppure, anche quando avrebbe potuto guardare altrove, ha scelto ancora Reggio Calabria.
In estate non gli sono mancate le proposte, anche dalla Serie C. La possibilità di cambiare maglia c’era, ma Domenico ha deciso di restare. Una scelta che racconta il rapporto con questa città e con questi colori più di tante dichiarazioni.
Quest’anno, però, il suo ruolo è cambiato. Non aveva una maglia da titolare garantita e sapeva di dover essere pronto a dare il proprio contributo quando sarebbe arrivato il momento. Perché una squadra non è fatta soltanto da chi parte dall’inizio. Servono tutti: chi gioca novanta minuti, chi entra a gara in corso, i più giovani e i più esperti.
Domenico lo ha dimostrato nel modo più semplice possibile: entrando e segnando.
Un gol arrivato praticamente subito, dimostrando immediatamente con i fatti di poter incidere sulla partita. Ed è forse proprio questo il punto.
Nel calcio si possono costruire opinioni, dare definizioni, tracciare percorsi e perfino pensare di aver già capito dove porterà una storia. Poi, però, arriva il campo. E il campo continua ad aggiungere capitoli.
Domenico ieri ne ha aggiunto uno importante.
Perché alla fine c’è un errore di fondo: confondere una fotografia con il ritratto di un calciatore. Una panchina, una titolarità, un confronto o una stagione non bastano a raccontare tutto ciò che c’è dietro un giocatore.
Domenico non ha bisogno che un gol cancelli le critiche. Ha bisogno soltanto che, prima di giudicarlo, si guardi l’intera storia. E quella storia, a settembre, è ancora tutta da scrivere: il campionato è appena iniziato e di capitoli ce ne sono ancora tanti davanti.
Il resto lo decide il campo.