Giornate calde, caldissime, per il futuro di Raimondo Catalano. L’allenatore, reduce da una stagione importante alla guida del Savoia, si gode gli ultimi scampoli di un’avventura intensa prima che il gong del 30 giugno sancisca la naturale scadenza del suo contratto. Nel frattempo, i rumors di mercato lo spingono con forza verso la panchina dell’Audace Cerignola in Serie C.
Ai nostri microfoni, l’ex tecnico biancoscudato ha tracciato un bilancio del suo percorso a Torre Annunziata, regalando un pensiero speciale al ds Mazzei, analizzando le sfide contro la corazzata Reggina e commentando le voci sul suo futuro, senza sottrarsi a un parere sul gioiellino Gianfranco Giuliodori.
Il legame eterno con Torre Annunziata e il ringraziamento a Mazzei
L’addio al Savoia è intriso di affetto e rispetto reciproco. Catalano non nasconde l’emozione per aver guidato una piazza dal blasone unico:
“Torre Annunziata vive di calcio sette giorni su sette. È una piazza esigente e allo stesso tempo incredibilmente stimolante. Dal primo giorno si è creato un feeling magico con l’ambiente, e questo è qualcosa che rimarrà per sempre dentro di me”.
Subito dopo aver riavvolto il nastro della sua esperienza in biancoscudato, il mister ci tiene a dedicare una parentesi profonda e sentita a una figura chiave della sua avventura:
“Con il Direttore Sportivo Mazzei abbiamo vissuto bellissimi momenti insieme, sia dentro che fuori dal campo. C’è stata una sintonia totale umane e professionale: non smetterò mai di ringraziarlo per tutto quello che abbiamo condiviso”.
Un feeling nato anche grazie a una totale armonia sul rettangolo verde:
“A me piace fare la partita e non aspettare che gli eventi capitino. Ho trovato un gruppo di ragazzi straordinari che hanno sposato appieno queste idee tattiche, e non posso che ringraziarli per tutto quello che hanno dato. Così come ci tengo a ringraziare pubblicamente la società e tutto il mio staff per il lavoro svolto insieme.”
La doppia battaglia contro la Reggina
Nel corso dell’anno, il Savoia si è dovuto misurare anche con giganti del calibro della Reggina. Match che Catalano ricorda come vere e proprie battaglie strategiche:
“Giocare contro una squadra forte, supportata da una piazza straordinaria che ovviamente non c’entra nulla con queste categorie, è sempre difficilissimo. Abbiamo affrontato la Reggina all’inizio del campionato e poi al ritorno, proprio mentre loro venivano da una striscia impressionante di nove vittorie consecutive. Sono state due partite durissime, contro un avversario organizzato e composto da tanti giocatori top per la categoria. Noi, però, non abbiamo sfigurato e abbiamo messo in campo le nostre armi in entrambe le gare”.
Il flirt con il Cerignola e il fattore Giuliodori
In queste ore, il nome di Catalano è il più caldo per la panchina dell’Audace Cerignola. Il mister preferisce mantenere il profilo basso nel rispetto degli accordi ancora in essere, ma l’ambizione e il fascino della piazza pugliese sono evidenti nelle sue parole:
“Per il futuro, in questo momento sono ancora sotto contratto con il Savoia. Sappiamo tutti che l’accordo scadrà tra pochissimi giorni, quindi mi sto guardando attorno. Ovviamente il Cerignola sarebbe il giusto traguardo dopo aver vinto un campionato come quello appena concluso, ma per correttezza preferisco non parlarne troppo approfonditamente adesso”.
Un Cerignola che, ironia della sorte, detiene il cartellino di Gianfranco Giuliodori, l’esterno che tanto bene ha fatto nell’ultima stagione in prestito alla Reggina e che Catalano ha incrociato da avversario. Il tecnico spende parole d’elogio per il classe 2004, pur mantenendo la diplomazia che lo contraddistingue:
“Giuliodori ha dimostrato appieno il suo valore sul campo, disputando un ottimo campionato. Però, ripeto, in questo momento preferisco parlare e concentrarmi solo sulle cose concrete”.
La sensazione, però, è che le cose concrete stiano per arrivare. Le prossime ore o giorni potrebbero essere decisive per l’approdo di mister Catalano in Puglia, dove ad attenderlo potrebbe esserci una nuova, stimolante sfida nei professionisti. E, chissà, magari proprio quel Giuliodori appena elogiato.