L’Assemblea Elettiva della FIGC ha espresso il suo verdetto, e le proporzioni sono quelle di un vero e proprio trionfo. Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’ex numero uno del Coni succede a Gabriele Gravina – dimessosi all’indomani del drammatico fallimento della mancata qualificazione ai Mondiali 2026 – e si appresta a guidare il pallone italiano in una delle fasi di ricostruzione più delicate della sua storia recente.
I numeri del trionfo: Malagò va oltre le stime
Il successo di Malagò è andato ben oltre le previsioni della vigilia. Pur partendo da una solida base iniziale stimata intorno al 56%, il neo-presidente ha intercettato un massiccio flusso di consensi durante le operazioni di voto, chiudendo con un netto 68,58% delle preferenze.
Esce nettamente ridimensionato lo sfidante Giancarlo Abete, che si è fermato al 29,17%: un dato vistosamente al di sotto del 34% circa teoricamente controllato dalla Lega Nazionale Dilettanti (LND), segno che la proposta di Malagò è riuscita a fare breccia anche nei blocchi storicamente più compatti. Completano il quadro delle urne le schede bianche, pari al 2,25%.
“Non ho mai avuto ansia da prestazione elettorale, ma avverto ogni minuto il peso della responsabilità. Vi chiedo di mettere da parte i personalismi, voglio farvi sentire orgogliosi di andare verso questa nuova epoca del calcio italiano” – le prime parole di Malagò all’Assemblea.
Niente tempo per i festeggiamenti, dunque. Il nuovo capo del calcio italiano si troverà subito a dover gestire dossier pesantissimi: dalla riforma dei campionati alla gestione dei club, fino alla dolorosa ristrutturazione del club Italia dopo il terzo fallimento mondiale consecutivo. I primi passi operativi si vedranno già a inizio luglio, in occasione del primo Consiglio Federale della nuova era.