Foto credit: Trapani Granata
Secondo quanto riportato dai colleghi di We Sport, il presidente del Trapani, Valerio Antonini, è intervenuto durante la trasmissione “I Pronostici del Monti” rilasciando importanti dichiarazioni destinate a far discutere riguardo al futuro societario e ai propri progetti nel mondo del calcio.
Il nodo della multiproprietà, il quadro normativo e le dimissioni annunciate
Le normative vigenti in materia di multiproprietà nel calcio italiano sono chiarissime e rigide: un singolo proprietario non solo non può detenere due società inserite nella stessa categoria o nello stesso girone, ma non può possedere contemporaneamente due club nel calcio professionistico.
Per ovviare a tali vincoli e avviare un nuovo corso, il patron granata Valerio Antonini ha annunciato di aver già sottoscritto un accordo preliminare per l’acquisizione di una società di Serie C, precisando di voler poi lasciare la guida diretta del club siciliano. Nel corso del suo intervento ha inoltre definito «vergognoso» il trattamento subito dai trapanesi, dichiarando:
“Ho firmato il preliminare per l’acquisizione di una società di Serie C. Una volta conclusa la trattativa mi dimetterò da presidente del Trapani, lasciando a capo una persona che avrà il compito di portare a conclusione il campionato, salvando il titolo di Serie D”.
L’operazione delineata dall’imprenditore non si esaurisce nella semplice acquisizione di un nuovo club professionistico, ma prefigura un’architettura manageriale di più ampio respiro. L’intenzione dichiarata è infatti quella di strutturare un vero e proprio sistema di multiproprietà verticalizzato: da un lato la “casa madre” militante in Serie C, punto di riferimento del progetto sportivo; dall’altro una seconda società in Serie D, concepita come vera e propria squadra satellite.
Quest’ultima andrebbe a svolgere una funzione analoga a quella delle seconde squadre Under 23 già impiegate dai club di Serie A in Serie C, creando così un bacino controllato per la valorizzazione dei giovani, il recupero degli atleti e il rodaggio dei profili più promettenti prima del salto tra i professionisti.
Il futuro del titolo sportivo del Trapani e le incognite sulla Serie C
In questa riorganizzazione rientrerebbe direttamente anche il titolo sportivo del Trapani. Secondo quanto prospettato dal patron, l’obiettivo sarebbe quello di procedere al trasferimento del titolo verso un’altra realtà urbana o societaria desiderosa di assicurarsi una vetrina nel campionato di Serie D. Si tratta di un passaggio articolato che dovrà tuttavia fare i conti con i rigidi paletti normativi fissati dalle disposizioni federali in materia di trasferimenti di sede e fusioni.
L’intero asset progettuale rimane al momento condizionato al perfezionamento dell’accordo preliminare annunciato. Tuttavia, al di là dell’esito finale, il quadro tratteggiato chiarisce la rotta tracciata dall’imprenditore: disimpegnarsi dalla gestione diretta del Trapani – garantendo la continuità aziendale e sportiva solo fino al termine della stagione in corso – per poi ripartire con una nuova piattaforma industriale nel calcio professionistico.
Sul fronte dell’individuazione del club di Serie C destinato a diventare il perno dell’operazione vige ancora il massimo riserbo. Antonini si è limitato a sgombrare il campo dalle ipotesi circolate con maggiore insistenza nelle ultime settimane, smentendo e categoricamente escludendo le piste che portavano alla Sambenedettese e alla Triestina. Resta dunque da decifrare quale sia la società professionistica finita nel mirino dell’imprenditore per dare concretezza al suo nuovo corso sportivo.