Foto Credit: Valentina Giannettoni
A margine della concitata sfida tra Nissa e Reggina, il giovane tesserato amaranto Antonio Lagonigro ha voluto fare un passo indietro esemplare, dimostrando grande maturità e assumendosi la piena responsabilità di uno scontro verbale avvenuto a bordo campo con un raccattapalle e con il team manager della Nissa, sia all’inizio sia al termine della gara.
Il valore dell’appartenenza e il rispetto dei valori sportivi: il giovane portiere amaranto rivendica l’orgoglio delle proprie origini e la volontà di essere un esempio.
Nelle piazze calde ed esigenti come quella di Reggio Calabria, indossare la maglia della propria città rappresenta tanto un grande privilegio quanto una responsabilità importante. Nelle parole di Antonio Lagonigro emerge con chiarezza la consapevolezza di chi sa di rappresentare non solo una squadra, ma un’intera comunità e la sua immagine sportiva.
La volontà di spendersi in prima persona per far recapitare un messaggio diretto di scuse ai tesserati e ai collaboratori della Nissa testimonia come la matura riflessione post-gara prevalga sulle scorie emotive del campo. Riconoscere il valore dell’avversario e contestualizzare l’accaduto nell’alveo della tensione agonistica senza accampare scuse è il primo passo per dimostrare spessore morale, trasformando uno scivolone a bordo campo in un’importante occasione di crescita personale e professionale.
“Come giocatore della Reggina e ragazzo nato a Reggio, ci tengo enormemente ad avere un comportamento sempre adatto e rispettoso per la mia città e per i colori di questa società. Nutro un grande rispetto per la Nissa e per i suoi tesserati, spero capiranno che è stato un momento di nervosismo legato unicamente alla trance agonistica della partita. Attraverso la nostra società mi impegnerò affinché questo messaggio di scuse e chiarimento arrivi direttamente ai diretti interessati”
Maturità, senso d’appartenenza e responsabilità personale
Riconoscere i propri sbagli e chiedere scusa pubblicamente è una prova di grande maturità, specialmente per un giovane atleta che veste i colori della propria città natalizia. Lagonigro, reggino doc, dimostra quanto stia a cuore il decoro della maglia amaranto e l’immagine della piazza di Reggio Calabria. Le tensioni e l’agonismo esasperato di una partita delicata come quella di Caltanissetta possono portare a momenti di ebollizione emotiva, ma la capacità di analizzare a freddo l’accaduto e fare un gesto distensivo sottolinea lo spessore umano del ragazzo. Un segnale di rispetto e correttezza sportiva nei confronti della società Nissa e dei suoi collaboratori che fa onore al calciatore e al club amaranto.
“Tenevo particolarmente a chiedere scusa e a chiarire l’episodio. C’è stato un disguido tra me, un raccattapalle e il responsabile all’inizio e alla fine della partita. Purtroppo ho pronunciato parole e usato modi dovuti all’agonismo della gara di ieri, ma mi assumo qualsiasi responsabilità: non dovevo assolutamente rispondere in quel modo, ma semplicemente chiedere scusa senza rivolgere altri tipi di parole”