Foto credit: Valentina Giannettoni
La Reggina aveva un solo obbligo oggi: vincere. Missione compiuta, certo, ma con una sofferenza eccessiva che lascia aperti diversi interrogativi. Gli amaranto sembrano aver smarrito quella ferocia agonistica e quella voglia di lottare che dovrebbero essere il marchio di fabbrica di chi punta al salto di categoria. Anche oggi, come nelle ultime uscite, la squadra è apparsa contratta, lontana dai suoi standard abituali.
La svolta al 65′
Il match è rimasto bloccato e privo di mordente fino a metà ripresa. La scossa è arrivata solo al 65′, con l’ingresso in campo di Nino Barillà. Nonostante una condizione fisica non ancora ottimale, il Capitano ha dimostrato che il carisma e il peso specifico non si comprano al mercato: il suo impatto ha cambiato l’inerzia della sfida, portando i tre punti a casa.
Un campanello d’allarme
Resta però l’analisi di una prestazione opaca. La Reggina non può e non deve faticare così tanto contro il Paternò, creando poco e subendo la pressione avversaria più del dovuto. Una squadra con queste ambizioni deve saper imporre il proprio gioco, specialmente contro chi è già retrocesso. Nonostante il successo, la vetta resta distante 3 punti. Nissa e Savoia non accennano a fermarsi, vincendo e mantenendo il primato. Per gli amaranto è sempre più difficile ambire alla promozione diretta