Foto Credit: Valentina Giannettoni.
Dopo la vittoria sofferta contro il fanalino di coda Paternò, l’ambiente amaranto cerca di fare quadrato. Ai microfoni di Antenna Febea, il Direttore Generale Peppe Praticò e il dirigente Antonio Cormaci hanno analizzato il momento della squadra, lanciando messaggi chiari sia sul piano tecnico che su quello dei possibili risvolti extra-campo.
Le parole del D.G. Peppe Praticò: “Monitoriamo le indagini”
Il Direttore Generale ha spostato l’attenzione sulle anomalie segnalate alla Procura Federale, con un occhio vigile ai casi che coinvolgono altre società del girone:
“In questo campionato sono venute fuori tante situazioni anomale che sono attenzionate. Noi possiamo solo prendere atto, monitorare e seguire le evoluzioni delle indagini. La Procura sta vagliando le le situazioni relative ad alcune partite anomale e successivamente l’esposto di Sancataldese e Acireale nei confronti del Messina. Le indagini sul primo filone si stanno concludendo, quelle del secondo sono invece apppena iniziate.”
Sul presunto “Caso Messina”, Praticò è cauto ma fermo:
“Ci sarebbero state le firme di un soggetto inibito sui tesseramenti di alcuni calciatori. Ma non ho visto documenti e nulla. Va garantita la legalità e la trasparenza e quando si sbaglia bisogna pagare il conto. Aspettiamo qualche giorno, intanto noi dobbiamo pensare a concludere al meglio la stagione, poi il calcio ci ha insegnato che può accadere di tutto. Abbiamo visto che alla Reggina nessuno regala nulla“.
Il ruggito di Antonio Cormaci: “Rimaniamo uniti, nulla è finito”
Il dirigente Cormaci ha invece voluto dare una scossa all’ambiente, difendendo il gruppo e invitando i tifosi alla compattezza, nonostante le difficoltà di gioco emerse nell’ultima sfida:
“Credo si debba rimanere tutti uniti fino alla fine e anche oltre visto quello che stiamo sentendo e leggendo. Contestare e fischiare oggi mi sembra fuori luogo. Contro di noi tutti giocano alla morte, fanno le partite della vita. Negli altri campi questo non succede e io che ho giocato te lo posso dire. La prestazione come con l’Enna, ha mostrato delle difficoltà, poi qualche cambio e l’inserimento di Barillà hanno modificato il match.”
Infine, un retroscena sul suo recente sfogo e un messaggio alla Curva Sud:
“Ai tifosi della Curva Sud ho detto la mia, li ho invitati a crederci, ci possono essere anche situazioni extra campo, il campionato non è finito. Lo sfogo dopo Gela? Sono prima tifoso e poi dirigente, ero amareggiato. Mi ha richiamato la società e adesso sono qui. Fino al 3 maggio dobbiamo crederci e penso anche oltre, poi si vedrà”.