È una rottura definitiva, intrisa di amarezza e delusione, quella che consuma l’addio di Matt Rizzetta alla trattativa per l’acquisizione della Reggina. Il patron del Campobasso ha rotto il silenzio dopo la scadenza dell’ultimatum presentato all’attuale proprietario del club amaranto, Antonino Ballarino. Un silenzio, quello della controparte, che ha di fatto spento ogni speranza di fumata bianca.
“La trattativa ancora non si è sbloccata, siamo a poche ore dalla scadenza che abbiamo dato dopo l’ultima offerta. Non abbiamo ricevuto nessun tipo di risposta e adesso come gruppo non siamo più in grado di andare avanti.”
Il muro di gomma e l’offerta “fuori mercato”
Rizzetta non nasconde lo sconcerto per le modalità con cui si è concluso il dialogo, sottolineando come il suo gruppo avesse assecondato ogni richiesta economica, spingendosi ben oltre il valore stimato del club.
- Cifre e garanzie: “Abbiamo garantito l’intera somma a Ballarino, ben oltre il reale valore di mercato che tutti conoscete, con anticipo della caparra. Non credo sia stato un problema di soldi, ci sono state garanzie dei fondi e tutto quello che serve”.
- Mancanza di documenti: Nonostante gli sforzi, la delegazione americana non ha mai ricevuto la documentazione necessaria per chiudere: “Ancora non abbiamo neppure ricevuto i documenti. Non so perché non mi sia stata data una risposta, siamo andati oltre ogni proposta”.
- Il silenzio di Ballarino: “Sicuramente Ballarino è una brava persona, voglio credere nella sua buona fede, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Neppure la cortesia di sentirsi dire un no”.
Nelle ultime ore si sono rincorse voci su possibili acquirenti alternativi, uno scenario su cui Rizzetta preferisce non speculare, pur ribadendo la solidità del proprio piano programmatico, già vincente in altre piazze.
Sul fronte della multiproprietà (essendo già proprietario del Campobasso), l’imprenditore italo-americano ha tagliato corto, assicurando che “il problema sarebbe stato risolto”, come già illustrato in conferenza stampa.
“Forse lui crede in prospettiva di doverla affidare ad altri, ma vi posso assicurare che il nostro progetto era ad ampio respiro, moderno, avete visto quello che abbiamo fatto a Campobasso. Non voglio essere utilizzato come leva, non sono una leva. A Ballarino non ho niente da dire, lui è libero di vendere a chi vuole”.
L’addio alla piazza: “Un sogno che si interrompe”
Il rammarico più grande è per la città e per la tifoseria, con cui Rizzetta aveva già instaurato un feeling immediato durante il suo soggiorno a Reggio Calabria. Con le istituzioni, invece, c’è stato solo un contatto superficiale: “Con il sindaco Cannizzaro non ci siamo incontrati, ma c’è stato solo uno scambio di messaggi”.
L’imprenditore conclude con un congedo doloroso, dopo un viaggio transoceanico rivelatosi inutile:
Ho fatto 12 ore di volo, un lungo viaggio, treno, nave, avvocati, ero convinto di chiudere, sono amareggiato.
“A me non piace perdere, è stato un sogno al quale ho creduto fortemente e uscirne sconfitto mi pesa moltissimo. Ho messo tutto me stesso: la faccia, il cuore, i soldi. In questo weekend ho potuto verificare di persona la passione della gente, il calore, la voglia di rivincita. Alla città di Reggio Calabria dico semplicemente grazie. Adesso spero che la Reggina vada in mani giuste, vi auguro un futuro vincente e ambizioso”.
Reggina, cresce il malumore dei tifosi: “Ballarino, la città merita rispetto”
L’aria intorno al futuro della Reggina si fa sempre più tesa. Non si tratta solo di trattative societarie, cifre o passaggi di quote: al centro del dibattito, oggi, ci sono il rispetto per la città e la trasparenza nei confronti di una tifoseria che non ha mai smesso di crederci.
Nelle ultime ore, la gestione della cessione del club da parte di Antonino Ballarino ha sollevato forti critiche. Le indiscrezioni sulla preferenza accordata a una specifica cordata rispetto a un’altra fanno parte delle normali dinamiche di mercato, ma a non convincere sono i modi.
Chi esprime il proprio dissenso non contesta il diritto della proprietà di scegliere a chi affidare il futuro del club, ma contesta l’atteggiamento. L’opinione diffusa in città è chiara: gli imprenditori che scelgono di farsi avanti, mostrando la volontà concreta di investire risorse fresche a Reggio Calabria, vanno trattati con la massima serietà e considerazione, non con chiusure preconcette.
Il cuore del problema, però, resta il legame con la gente. Negli ultimi tre anni, la città – sponda sportiva e non – ha garantito a Ballarino e alla sua dirigenza massima fiducia, pazienza e un sostegno incondizionato, anche nei momenti più bui.
“Non si trattano così i tifosi e i cittadini che ti hanno sostenuto in questi tre anni”, è il coro che si leva dall’ambiente amaranto.
La richiesta che arriva è semplice: correttezza. La Reggina non è solo un’azienda, è un patrimonio della città .
L’auspicio per il futuro
La speranza della piazza è che questa delicata fase di transizione si risolva al più presto e nel migliore dei modi. L’augurio di tutti i reggini è che Ballarino possa fare un passo di lato cedendo la Reggina a “mani giuste”: acquirenti soliti, ambiziosi e capaci di garantire al club il palcoscenico che la storia di questa città merita.