Dopo la drammatica notte del 22 maggio al Druso di Bolzano, dove lo 0-0 contro il Sudtirol ha condannato il Bari alla retrocessione in Serie C nei playout, l’ambiente biancorosso sperava di aver toccato il fondo. E invece, la realtà si sta rivelando ancora più amara: a pochissimi giorni dalla scadenza federale per l’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro, i Galletti rischiano concretamente di rimanere fuori. Il problema, clamorosamente, non è di natura prettamente economica, ma logistico-burocratico: il Bari, in questo momento, non ha una casa.
Il “caso” San Nicola e lo stallo con il Comune
Per potersi iscrivere alla Serie C, ogni club deve presentare entro il 16 giugno tutta la documentazione necessaria, compresa la formale indicazione dello stadio in cui disputerà le gare interne. Ed è qui che la macchina si è inceppata.
Il bando per la concessione quinquennale dello Stadio San Nicola è ancora al vaglio della commissione giudicatrice e gli esiti arriveranno solo a fine luglio. Per ovviare a questo, servirebbe una lettera di disponibilità immediata firmata dal sindaco di Bari, Vito Leccese. Lettera che, ad oggi, il primo cittadino non ha ancora concesso.
Palazzo di Città ha alzato un muro: il sindaco pretende un confronto chiaro e ad ampio raggio con l’amministratore unico Luigi De Laurentiis. L’obiettivo delle istituzioni è conoscere i reali programmi della proprietà e, soprattutto, capire quale strategia verrà adottata per favorire la vendita della società, considerando la scadenza federale del 30 giugno 2028 che vieta tassativamente le multiproprietà nel calcio italiano.
Se entro martedì 16 giugno il Bari non riuscirà a inserire un impianto idoneo e autorizzato all’interno del dossier per la Covisoc, l’iscrizione alla Serie C salterà, aprendo scenari spaventosi per il futuro del calcio cittadino. Le prossime ore saranno decisive. Si cercano mediazioni febbrili e contatti dell’ultimo minuto tra gli uffici del Comune e l’entourage della Filmauro per sbloccare la situazione del San Nicola.
I punti chiave dello scontro e gli ultimi sviluppi
1. Il muro del Sindaco: “Bari non è un asset”
Il sindaco Leccese ha assunto una linea dura e intransigente, rifiutandosi di firmare la lettera di disponibilità immediata del San Nicola. In una durissima lettera aperta e nelle sue recenti dichiarazioni pubbliche, il primo cittadino ha gelato la proprietà affermando che “il Bari non è un asset da iscrivere a bilancio, ma un fattore d’identità sociale” e che il rapporto tra la città e la famiglia De Laurentiis si è definitivamente rotto.
2. Il nodo del futuro societario (Scadenza 2028)
I primi contatti telefonici e le interlocuzioni delle ultime ore tra Leccese e Luigi De Laurentiis non hanno portato alla fumata bianca. Il sindaco pretende garanzie scritte e piani chiari sulla cessione del club. Poiché nel 2028 scatta il divieto assoluto della FIGC sulle multiproprietà, il Comune chiede alla Filmauro di avviare fin da subito le pratiche per la vendita a nuovi acquirenti, passo che la proprietà non ha ancora formalmente garantito.
3. La questione tecnica del Bando
Il vecchio bando di concessione è scaduto e i tecnici del Comune hanno persino effettuato dei sopralluoghi nell’impianto. La SSC Bari è stata l’unica a presentare un’offerta per il nuovo bando quinquennale, ma la commissione si esprimerà solo a fine luglio. Senza il “pass” provvisorio del sindaco, il club è formalmente senza campo.
4. Il fallimento dei “Piani B”
A rendere la situazione ancora più esplosiva è il fatto che il Bari sta rimanendo senza alternative:
- Il Comune di Altamura ha risposto con un netto rifiuto formale alla richiesta di utilizzare lo stadio “D’Angelo”.
- La pista Monopoli (stadio “Veneziani”) è considerata difficilissima per ragioni di ordine pubblico e capienza.
Cosa succede adesso?
Siamo alla resa dei conti. Fonti vicine alle parti segnalano che per evitare il disastro burocratico dell’esclusione dal campionato, si sta lavorando a contatti febrili dell’ultimo minuto. È prevista una call o un incontro d’urgenza all’inizio della prossima settimana (a ridosso della scadenza) per provare a trovare un compromesso e salvare l’iscrizione in Serie C, ma il sindaco Leccese ha ribadito che non farà sconti senza impegni precisi sul futuro societario.